Il suono del riscatto: a Cercola nasce il primo parco sonoro per le giovani vittime di reato

Cercola– Non un monumento statico e silenzioso, ma un luogo vibrante dove le note musicali si intrecciano al fruscio delle foglie. Sabato 28 marzo, alle ore 10:30, Cercola tiene a battesimo il MaMeMiMò Park in Viale delle Palme 30. Si tratta di un’iniziativa unica in Campania: un parco sonoro interamente dedicato ai minori del territorio che sono stati vittime innocenti di reato.

Musica e natura contro l’oblio

Il fulcro del progetto risiede nell’area denominata “Partiture di memorie”, nata dalla stretta collaborazione con la Fondazione Pol.i.s., da anni in prima linea nel supporto alle famiglie colpite dalla criminalità.

In questo spazio, la memoria abbandona la solennità del marmo per farsi esperienza tattile e uditiva. Grazie alla donazione di speciali strumenti musicali da esterno da parte di Pol.i.s. e alla piantumazione di arbusti provenienti dai vivai forestali della Regione Campania, i visitatori potranno letteralmente “suonare il parco”. L’idea è semplice quanto potente: trasformare il ricordo di vite spezzate in un gesto creativo collettivo.

Una sinergia tra pubblico e privato

Il MaMeMiMò Park non è solo un’opera architettonica, ma il risultato di una proficua sinergia istituzionale. Sorge su un’area pubblica e sarà gestito dalla Scintilla srl, rappresentando un modello virtuoso di collaborazione tra enti locali e terzo settore.

L’obiettivo dichiarato è la creazione di una “comunità educante”. Il parco ambisce a diventare un polo di attrazione per scuole, famiglie e associazioni, promuovendo un’educazione di qualità che metta al centro la partecipazione attiva dei genitori e l’inclusione sociale attraverso l’arte.

“Un luogo di futuro e accoglienza”

L’inaugurazione di sabato segna l’inizio di un nuovo percorso di rigenerazione urbana e sociale per la provincia di Napoli.

“Questo luogo rappresenta un’occasione concreta per trasformare lo spazio pubblico in un centro di crescita condivisa”, spiega Luciana Mazzone, coordinatrice del progetto. “Il profilo del parco è quello dell’accoglienza: un luogo dove ogni suono e ogni pianta raccontano una storia di riscatto e di futuro”.

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