Terra dei Fuochi, al via la nuova fase di bonifica: in campo 19 milioni di euro

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A. Carlino

Napoli – Una lotta contro il tempo e contro decenni di sversamenti illeciti. Dal prossimo 16 febbraio, le operazioni di bonifica nella Terra dei Fuochi entreranno in una fase cruciale.

Ad annunciarlo è il Generale Giuseppe Vadalà, Commissario unico per la bonifica dei siti contaminati, a margine della firma di un protocollo d’intesa sulla legalità e la trasparenza degli appalti siglato stamattina presso il Palazzo di Giustizia di Napoli.

Tre lotti per il risanamento: Napoli e Caserta sotto i riflettori

Il piano di intervento è imponente e poggia su una gara già assegnata e suddivisa in tre lotti strategici. Gli investimenti riflettono la gravità della situazione nei diversi territori: 11 milioni di euro sono destinati all’area di Napoli, 6 milioni a quella di Caserta, mentre altri 2 milioni sono riservati a un obiettivo strategico non ancora specificato.

“Dal 15 settembre è iniziata l’attività di smaltimento e dal 16 febbraio partirà una nuova fase delle operazioni”, ha spiegato Vadalà. L’obiettivo a breve termine è ambizioso: completare lo smaltimento dei rifiuti superficiali entro il mese di giugno.

Una sfida di lungo periodo: 33mila tonnellate di scarti

Nonostante l’accelerazione, il Generale ha mantenuto un profilo di estremo realismo sui tempi necessari per il ripristino ambientale dei siti. “La quantità di rifiuti stimata è di circa 33mila tonnellate. Non basteranno uno o due anni”, ha avvertito il Commissario. Il cronoprogramma prevede infatti due fasi distinte: la prima dedicata alla rimozione del materiale in superficie e la seconda, molto più complessa, focalizzata sulle “bonifiche profonde”.

L’intervento mira non solo al ripristino, ma anche alla sicurezza immediata dei territori. “Attraverso lo smaltimento, cerchiamo di togliere il carburante”, ha sottolineato Vadalà, riferendosi alla pratica dei roghi tossici che funesta l’area.

Deterrenza e legalità: il patto per gli appalti

Accanto alle ruspe, il Commissario punta sulla prevenzione e sulla trasparenza. Il protocollo siglato oggi a Napoli serve a blindare gli appalti contro le infiltrazioni della criminalità organizzata, garantendo che ogni euro investito serva realmente alla salute dei cittadini.

“C’è un’attività di deterrenza parallela – ha concluso Vadalà – per fare in modo che non vengano più scaricati rifiuti sulle superfici”. L’obiettivo è duplice: bonificare il passato e impedire che il territorio torni a essere una discarica a cielo aperto sotto il controllo delle ecomafie.

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A. Carlino

Collaboratore di lunga data di Cronache della Campania Da sempre attento osservatore della società e degli eventi. Segue la cronaca nera. Ha collaborato con diverse redazioni.

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A. Carlino

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