Cronaca Napoli

Napoli, spari contro la palestra di boxe al rione della Bussola

Pubblicato da
Giuseppe Del Gaudio

La tregua armata è finita. L’area nord di Napoli torna a tremare sotto i colpi di una “cagnara” che non risparmia più nemmeno i simboli del riscatto sociale. L’ultimo bersaglio della strategia del terrore è il Rione della Bussola, terra di confine tra Secondigliano e Poggioreale, dove nella notte di venerdì un commando di fuoco ha preso di mira la “Cosenza Boxe”.

Una pioggia di proiettili ha mandato in frantumi le vetrate della palestra, lasciando sul selciato il messaggio inequivocabile della criminalità organizzata.

il raid nella notte

Il silenzio di via della Bussola è stato squarciato dalle esplosioni poco dopo la mezzanotte. Gli agenti della Squadra Mobile e del commissariato di Secondigliano, giunti sul posto, si sono trovati di fronte a una scena cristallina nella sua brutalità: vetri infranti e ogive conficcate nelle mura di quello che è considerato un punto di riferimento per i giovani della zona.

Il titolare, uno stimato maestro di boxe, è stato ascoltato a lungo dagli inquirenti. “Mai ricevuto minacce, nessun dissidio”, avrebbe messo a verbale. Una versione che al momento non trova smentite, ma che sposta l’attenzione verso la pista del racket o, peggio, verso un atto intimidatorio trasversale volto a “marcare il territorio” in un momento di estrema tensione tra i clan.

Il lavoro degli investigatori deve però fare i conti con un ostacolo non da poco: il deserto tecnologico. Lungo via della Bussola, infatti, non risultano attive telecamere di videosorveglianza, né pubbliche né private. Un “buco nero” che ha permesso al commando di agire con la sicurezza dell’impunità e di dileguarsi tra i vicoli prima dell’arrivo delle sirene. Senza testimoni, vista l’ora tarda, la polizia scientifica sta cercando tracce biologiche o balistiche che possano dare un nome e un volto ai sicari.

L’ombra della faida tra i Contini e i Mazzarella

L’attacco alla palestra non è un episodio isolato, ma l’ennesimo tassello di un mosaico di sangue che vede contrapposti i colossi della malavita napoletana. Il Rione della Bussola è da tempo il ring di una guerra silenziosa tra i Contini, storici padroni di casa, e i Mazzarella, il clan in “espansione” che tenta di rosicchiare terreno nell’area nord. A questo scontro si aggiungono le fibrillazioni della Vanella Grassi, i “giratasti” che mantengono il monopolio degli affari illeciti a San Pietro a Patierno.

Oggi, con le vetrate della “Cosenza Boxe” ridotte in polvere, il quartiere ripiomba nell’incubo. Non si spara più solo per uccidere, si spara per ricordare a tutti chi comanda. E nel silenzio di una strada senza telecamere, la camorra continua a scrivere la sua legge col piombo.

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