Napoli, incastrato il truffatore dei nonni

Rieti – Non c’è limite alla creatività del crimine, specialmente quando punta alla vulnerabilità degli anziani. Ma questa volta, la recita del “finto Carabiniere” è finita con una denuncia a piede libero.

I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Cittaducale hanno infatti chiuso il cerchio su un 46enne di origini campane, già noto alle autorità, ritenuto il responsabile di una serie seriale di truffe telefoniche che ha attraversato il Centro Italia.

L’inizio della fine: l’errore ad Antrodoco

Tutto ha avuto inizio nel novembre del 2025. Ad Antrodoco, una donna è stata raggiunta dalla solita, drammatica telefonata: un sedicente militare la informava che il figlio era finito in “gravi guai giudiziari”. La soluzione? Pagare subito per evitare il carcere.

Sotto shock, la vittima ha consegnato 800 euro in contanti e diversi gioielli a un complice presentatosi alla porta poco dopo. Quello che il truffatore non aveva previsto, però, è stata la velocità della risposta investigativa. Grazie a un’analisi meticolosa delle tracce lasciate e alla denuncia immediata, i Carabinieri sono riusciti a dare un volto e un nome al presunto autore.

Un sistema ben oliato da 50mila euro

L’indagine, tuttavia, non si è fermata al singolo episodio reatino. Scavando nei tabulati e incrociando i dati con altre stazioni dell’Arma, è emerso un quadro ben più vasto e inquietante. Tra agosto e ottobre 2025, il 46enne avrebbe colpito altre sette volte, muovendosi come un fantasma tra le province di: Siena, Terni,Latina

Le vittime prescelte avevano un’età compresa tra i 55 e gli 89 anni. Il modus operandi restava identico: pressione psicologica, senso d’urgenza e la divisa (falsa) usata come scudo per estorcere denaro. In pochi mesi, l’uomo è riuscito a accumulare un tesoretto illecito stimato intorno ai 53.000 euro.

La difesa dell’Arma contro i “falsi colleghi”

L’operazione dei Carabinieri di Cittaducale non è solo un successo investigativo, ma un monito per la cittadinanza. Le forze dell’ordine ribadiscono che nessun Carabiniere o poliziotto chiederà mai denaro o monili per risolvere pendenze giudiziarie.

L’invito resta quello di diffidare dalle richieste improvvise di beni preziosi e di contattare immediatamente il 112 al minimo sospetto. Per il 46enne campano, intanto, la carriera da “attore del crimine” si ferma davanti ai giudici con l’accusa di truffa aggravata.

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A. Carlino

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