Carceri, l’allarme del Garante: «In Campania siamo oltre la soglia critica, affollamento fino al 168%»

Napoli– Un sistema che scricchiola sotto il peso di numeri insostenibili e strutture fatiscenti. L’ultimo report del Garante regionale dei detenuti, Samuele Ciambriello, aggiornato a febbraio 2026, delinea un quadro drammatico per le carceri italiane e, in particolare, per quelle della Campania.

Con una popolazione detenuta che a livello nazionale ha raggiunto le 63.703 unità a fronte di soli 46.074 posti reali, il tasso di affollamento medio balza al 138,26%.

Il caso Poggioreale: troppi detenuti, pochi agenti

Il fulcro dell’emergenza resta Napoli. Nella casa circondariale di Poggioreale, la realtà supera ogni soglia d’allerta: a fronte di una capienza di 1.313 posti, si contano 2.194 detenuti. Un tasso di affollamento del 167% che diventa ancora più esplosivo se incrociato con i dati sul personale.

All’appello mancano infatti 167 agenti di Polizia Penitenziaria (una scopertura del 20%), rendendo la gestione della sicurezza e dei diritti fondamentali un obiettivo quasi impossibile da raggiungere.

La mappa del sovraffollamento in Campania

Non si tratta di un caso isolato. La crisi è diffusa capillarmente su tutto il territorio regionale, con ben dieci istituti che superano ampiamente la “soglia di allarme” del 130%:

Salerno: 162% di affollamento.

Benevento: 160%.

Sant’Angelo dei Lombardi: 156%.

Santa Maria Capua Vetere: 153%.

Secondigliano: 138%.

In questo scenario, le uniche eccezioni restano l’istituto per madri di Lauro (12%) e la struttura di Eboli (76%), oasi nel deserto di un contesto regionale compromesso dal deterioramento strutturale: sono oltre 5.000, infatti, i posti regolamentari non disponibili in tutta Italia a causa di guasti e inagibilità.

L’appello di Ciambriello: «Serve il minimo sindacale di dignità»

Per il Garante Ciambriello, non è più tempo di palliativi. La denuncia punta dritto all’articolo 27 della Costituzione, che vede tradita la funzione rieducativa della pena. «Il sovraffollamento incide sulla sicurezza e sulla dignità di chi vive e lavora in carcere», spiega Ciambriello, invocando interventi urgenti.

Le soluzioni proposte sono nette: una riduzione drastica della carcerazione preventiva, il potenziamento delle misure alternative e un piano straordinario di assunzioni per polizia e figure sociosanitarie. Ma la richiesta più pressante riguarda la liberazione anticipata: «Passare da 45 a 75 giorni è il minimo sindacale in termini di dignità politica. Non servono nuove carceri, ma carceri nuove. Senza un cambio di rotta, il sistema andrà incontro a una crisi permanente».

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A. Carlino

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