Poggiomarino, guardia giurata massacrata per difendere il nuovo treno Eav: «Ecco chi mi ha ridotto così»

Poggiomarino– Un occhio tumefatto, il volto segnato dal sangue e una divisa, quella della Cosmopol, che diventa testimone muta di un pomeriggio di violenza inaudita.

È il 3 gennaio, sono le 17:54, quando la stazione Eav di Poggiomarino si trasforma in teatro di un brutale pestaggio. La vittima è Raffaele, una guardia giurata colpevole soltanto di aver fatto il proprio dovere: tentare di proteggere dai vandali il nuovo treno entrato in servizio sulla tratta.

La denuncia arriva direttamente dalla vittima attraverso un video diffuso sui social, un documento crudo che sta facendo il giro del web. Raffaele, con voce ferma nonostante lo shock e le ferite, non si limita a mostrare i segni dell’aggressione, ma fa nomi e cognomi, indicando i presunti responsabili.

«Sono stato aggredito da un ragazzo che si chiama Alfonso e da un altro che si chiama Attilio – dichiara il vigilante nel filmato – sono le persone che pitturano ormai da anni sul 90% dei treni Eav e che hanno imbrattato anche il treno nuovo a Sarno».

Il racconto assume toni ancora più drammatici quando la guardia giurata denuncia il senso di abbandono vissuto in quei minuti concitati: «Sto provando a chiamare i carabinieri e il 118 e non rispondono.

Questo video lo utilizzerò per fini legali, per tutelarmi contro queste persone e contro chi non mi tutela all’interno dell’azienda». Parole pesanti come macigni, che scoperchiano il vaso di Pandora sulla sicurezza del personale di vigilanza.

A rilanciare l’appello e a dare voce alla categoria è Giuseppe Alviti, presidente dell’Associazione nazionale delle Guardie giurate. «Sono sconvolto dal video di questo ragazzo», tuona Alviti in una nota ufficiale. Il sindacalista parla senza mezzi termini di “macelleria sociale”, denunciando i rischi elevatissimi a cui sono esposti quotidianamente i lavoratori del settore.

Il pensiero corre inevitabilmente ai precedenti più tragici. «Più di una volta abbiamo richiamato l’attenzione sulla necessità di incrementare il numero di guardie giurate alle stazioni – conclude Alviti – onde evitare che succeda quello che è accaduto a Ciccio Della Corte».

Il riferimento è alla guardia giurata barbaramente uccisa a bastonate da un branco di minorenni alla stazione metro di Scampia nel 2018 (deceduto poi nel 2019), una ferita ancora aperta che episodi come quello di Poggiomarino rischiano di far tornare tragicamente attuale.

Poggiomarino, guardia giurata massacrata per difendere il nuovo treno Eav: «Ecco chi mi ha ridotto così»

 

 

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Gustavo Gentile

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