Un invito chiaro al calcio italiano a guardare di più ai vivai e al coraggio di lanciare i giovani. Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, interviene sul tema dello spazio alle nuove generazioni nel campionato di Serie A e lo fa partendo da un esempio concreto visto in campo.
«Nel calcio bisogna investire di più sui giovani? Non ho la presunzione di ragionare come gli imprenditori, perché sono tutti imprenditori i presidenti delle squadre di calcio di Serie A. Evidentemente hanno, oltre all’obiettivo sportivo, un obiettivo anche economico, evidentemente, quello di far tornare i conti», ha spiegato a margine della presentazione del Rapporto Sport 2025 al Foro Italico.
Poi il passaggio che accende il dibattito. «Da un punto di vista di mentalità sportiva, io ho visto la partita del Napoli ieri sera, e Vergara mi ha entusiasmato. E allora forse vale la pena investire di più sui settori giovanili, magari codificando che almeno tre Under-21, Under-22 debbano giocare tutte le partite. Me lo chiedo, poi magari qualcuno mi risponde».
Le parole del numero uno dello sport italiano entrano in una discussione da tempo aperta, quella sul limitato utilizzo dei giovani talenti nei club di vertice e sulla difficoltà di creare un percorso stabile tra settore giovanile e prima squadra. Buonfiglio non indica ricette rigide, ma lancia una provocazione destinata a far parlare dirigenti, allenatori e federazioni: trasformare la valorizzazione dei giovani da scelta tecnica a principio strutturale del sistema.
Fonte REDAZIONE






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