

ragazzi che giocano a calcio a nisida
Un rettangolo di gioco, un pallone che rotola, sguardi che si accendono. A Nisida, il carcere minorile di Napoli, il calcio non è solo sport: è una seconda possibilità. È il cuore del progetto Zona Luce, promosso dal Settore Giovanile e Scolastico della Figc insieme alla Fondazione Pontificia Scholas Occurrentes, che punta a trasformare il campo da calcio in una palestra di vita.
In questi mesi, 17 giovani detenuti hanno superato il corso per diventare aiuto allenatori di calcio, guidati da istruttori federali. Un traguardo che non si ferma al diploma: l’attestato conseguito aprirà loro le porte di tirocini presso associazioni sportive del territorio, offrendo una prospettiva concreta di reinserimento professionale una volta scontata la pena.
Ma a Nisida non si gioca solo con i piedi. Il progetto abbraccia anche l’arte e la formazione: all’interno del carcere è stato inaugurato un murale realizzato dai ragazzi detenuti insieme a cinquanta studenti dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Una sala interamente dipinta, con immagini allegoriche che raccontano il cambiamento, la speranza, la rinascita.
Sulla targa che accompagna l’opera, le parole di Papa Francesco ai ragazzi della Scholas Occurrentes: “Dipingere un murale è alleggerire la pietra. Andate avanti”. Un messaggio chiaro, che accompagna il percorso di questi giovani: non solo sport, ma educazione, arte e orientamento professionale come strumenti per costruire un futuro diverso.
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