Napoli, rabbia e commozione ai funerali di Ciro Rapuano

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Giuseppe Del Gaudio
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Napoli — Rabbia, dolore e un lungo applauso hanno accompagnato l’uscita del feretro di Ciro Rapuano, il 59enne ucciso a coltellate lo scorso 4 settembre nel cuore di Forcella, a Napoli.

I funerali si sono celebrati nella storica chiesa della Pietà dei Turchini, in via Medina, dove familiari, amici e conoscenti si sono stretti attorno alla famiglia per dare l’ultimo saluto a un uomo descritto da molti come “dedito ai figli e ai nipoti”.

La cerimonia, segnata da momenti di intensa commozione, ha lasciato spazio anche alla rabbia: la comunità, scossa da una vicenda tanto violenta, si interroga ancora sulle dinamiche di quella notte e sul dramma familiare che si è consumato nel centro storico della città.

La ricostruzione dei fatti

In carcere per l’omicidio si trova la moglie di Rapuano, Lucia Salemme, 58 anni, che ha confessato il delitto ed è ora detenuta a Secondigliano con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

Sarebbe stata lei stessa, subito dopo l’accaduto, a chiamare le forze dell’ordine.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Procura di Napoli, coordinate con la Squadra Mobile, l’uomo è stato raggiunto da circa sessanta coltellate alla schiena, alle spalle e agli arti.

La donna ha dichiarato di aver reagito a presunti anni di maltrattamenti e di aver impugnato un secondo coltello che — a suo dire — il marito teneva sotto il cuscino. Durante la colluttazione avrebbe riportato ferite a un braccio e a una mano, considerate compatibili con lesioni da difesa.

Gli inquirenti stanno approfondendo la vicenda per chiarire la reale dinamica dei fatti e accertare se ci siano riscontri oggettivi alle affermazioni della donna.

Il dolore della famiglia

“Mio fratello viveva per la famiglia, per i figli e per i nipotini”, ha dichiarato la sorella Rosaria Rapuano, che fin dal primo giorno ha espresso dubbi sulla versione fornita dalla cognata.”Non so cosa abbia spinto mia cognata a fare ciò”, ha aggiunto, chiedendo che sia fatta piena luce sulla vicenda.

Forcella, quartiere popolare del centro storico, è ancora scosso dall’omicidio. La comunità vive un misto di incredulità e dolore: un dramma familiare si è trasformato in tragedia pubblica, rinnovando il dibattito sulle fragilità sociali, sulle tensioni domestiche e sulla violenza che troppo spesso esplode tra le mura di casa.

 

 

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Giuseppe Del Gaudio

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