

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis
Aurelio De Laurentiis non le manda a dire e, come da copione, trasforma la conferenza di presentazione dei ritiri estivi del Napoli in una vera e propria chiamata alle armi per il calcio italiano. Sul mercato il presidente azzurro predica pazienza e visione a lungo termine, mentre sul fronte degli impianti sportivi attacca frontalmente il sistema: “Siamo come pugili suonati, saliamo sul ring già sconfitti”.
Alla domanda se vorrebbe già la squadra al completo nei ritiri di Dimaro Folgarida e Castel di Sangro, ADL risponde senza esitazione: “Certo che vorrei. Ma se vuoi fare acquisti di spessore devi aspettare, osservare i giocatori del Mondiale per club, scegliere con attenzione. Spendere di più per prendere subito? È una trappola per chi non ha visione”.
Poi il discorso si sposta sull’altro grande tema che infiamma da anni la sua battaglia personale: gli stadi. E qui De Laurentiis si accende, denunciando l’assurdità di una situazione che penalizza il calcio italiano: “Abbiamo lo stadio quasi sempre pieno, ma quante persone riescono davvero a vedere bene la partita? In Europa è un’altra storia. Il PSG investe un milione l’anno e ne incassa 120. Noi invece abbiamo lo stadio solo il giorno della gara e lo dobbiamo riconsegnare subito dopo. È inaccettabile”.
Per ADL serve una rivoluzione che parta dalla burocrazia: snella, efficace, orientata a chi vuole investire per costruire. Solo così il calcio italiano potrà competere davvero, non solo sul mercato ma anche nella qualità dell’esperienza offerta ai tifosi. Perché, sottolinea, “non facciamo il teatrino per gli altri, ma per tornare a vincere sul serio”.
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