Cronaca Giudiziaria

Ucciso dal suo clan, cancellati ergastoli per i capi degli Amato-Pagano

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Giuseppe Del Gaudio
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Sei ergastoli sono stati cancellati dalla Corte d’Assise d’appello di Napoli nel processo legato all’omicidio di Luigi Barretta, giustiziato nel 2005 durante un’epurazione interna al clan Amato-Pagano

In questa nuova sentenza, i giudici hanno riformato la pena precedente, condannando i capi e i ras del clan degli Scissionisti a trent’anni di reclusione.

L’omicidio di Barretta ha sollevato interrogativi sulla violenza interna alle organizzazioni criminali e sulla possibilità di giustizia per le vittime di tali atti. La Corte ha ritenuto di ridimensionare le responsabilità attribuite nella sentenza di primo grado, portando a una modifica significativa delle pene originariamente imposte.

Ergastoli cancellati per il boss Cesare Pagano, Carmine Amato,  Carmine Pagano, e ancora Ciro Caiazza, Vincenzo Notturno, Lucio Carriola. Le condanne sono state commutate in 30 anni di carcere.

Nel collegio difensivo gli avvocati Domenico Dello Iacono, Luigi Senese, Andrea Di Lorenzo, Luigi Ferro e Isidoro Spiezia.

Luigi Barretta fu ucciso per aver dato uno schiaffo al nipote di Raffaele Amato

Era l’11 maggio del 2005 nel pieno della prima faida. Il giovane, aveva appena 22 anni quando fu ucciso. Fu trovato avvolto in un sacco di plastica di quelli usati per i rifiuti nelle campagne di Crispano. Ucciso altrove e poi trasportato in località Tavernola

Secondo quanto rilevato dalle indagini “l’omicidio fu commesso per consolidare il potere di Raffaele Amato e Cesare Pagano all’interno del clan da loro capeggiato, la cui autorità era stata posta in discussione da Barretta non solo con lo schiaffo dato, per una ragione banale, al nipote di Raffaele Amato, ma soprattutto con le successive affermazioni, secondo cui “le cose potevano cambiare”, nel senso che se ora comandavano gli Amato-Pagano il futuro poteva essere diverso”.

(nella foto il luogo del ritrovamento del cadavere di Luigi Baretta e nei riquadri a partire da sinistra il boss Cesare Pagano, Carmine Pagano, Carmine Amato, Vincenzo Notturno, Ciro Caiazza, Lucio Carriola e Salvatore Roselli).

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Giuseppe Del Gaudio

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