Napoli- Andrea Settembre ha espresso la sua gioia dopo la vittoria al Festival di Sanremo 2025 nella categoria Nuove Proposte.
“Sono onorato, la prima parola è questa. Dopo Sanremo non ero ancora tornato nella mia bellissima città che mi è mancata tanto, vorrei abbracciare personalmente tutte le persone che mi hanno sostenuto durante questa esperienza. Sono contentissimo”, ha affermato il giovane artista.
Il legame con Napoli è centrale nel suo discorso: “Penso che chi è napoletano può capire quanto siamo legati alla nostra città, alle nostre origini: a me piace metterle nella musica, il mio modo di vedere la vita è stato influenzato da Napoli, i rapporti umani, il modo di viverli, l’affetto, il calore, l’empatia”.
Settembre ha inoltre sottolineato l’importanza dell’empatia nella sua scrittura: “Mi piace molto mettermi nei panni delle altre persone quando scrivo ed è una cosa che mi ha insegnato soprattutto Napoli”. Ha concluso affermando di essere fiero di aver portato un pezzo di sé e della sua città sul palco dell’Ariston.
È morto Tony Dallara, la voce di «Romantica»: addio al re degli urlatori
È morto Tony Dallara. Il cantante, considerato il “re degli urlatori” e tra i volti simbolo della stagione che cambiò la canzone italiana tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, aveva 89 anni. La notizia è stata diffusa dal Nuovo Imaie con un messaggio pubblicato su X: “Caro Tony, eri uno dei…
Rocco Hunt al Giffoni: “Sanremo? Sogno un Festival in Campania, la musica qui è poesia”
Tra l'entusiasmo e le domande curiose dei ragazzi di Impact! al Giffoni Film Festival, Rocco Hunt ha acceso una miccia che va oltre la musica: quella dell’orgoglio territoriale. "Un Festival in Campania sarebbe bellissimo", ha dichiarato, immaginando uno spostamento simbolico di Sanremo verso Napoli o Salerno. Il rapper salernitano ha giocato a portare “acqua al suo mulino”, ma con serietà ha sottolineato come il Sud abbia tutte le carte in regola per ospitare un evento di quel calibro: cultura, talento e identità.
La sua è una dichiarazione d’amore al Mezzogiorno, ma anche un atto di rivincita culturale. “Nel 2014 mi chiesero di cambiare il ritornello di ‘Nu juorno buono’, volevano l’italiano, dicevano che il rap in dialetto non avrebbe fatto strada. Ma io ho vinto Sanremo Giovani cantando in napoletano. E oggi tutti lo cantano, anche chi napoletano non è”. La lingua diventa così resistenza e orgoglio, “poesia” fatta di infanzia, dolore e gioia.
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Commenti (1)
E un bellissimo articolo, ma forse Andrea poteva spiegare meglio come Napoli lo ha influenzato. Non tutti capiscono cosa significa realmente avere un legame con la propria città, e ci sono molte persone che non sanno di cosa parla.