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A 13 anni si addormenta a scuola: “La notte non dormo, ho paura che papà uccida mamma”

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Un grave caso di maltrattamenti familiari è emerso a Torino, dove una giovane studentessa di 13 anni ha vissuto notti di terrore a causa delle aggressioni domestiche del padre.

La ragazza ha descritto momenti inquietanti, tra cui “il rumore dei coltelli, i passi del padre nel cuore della notte, le minacce su come quell’uomo avrebbe ucciso la mamma”. Queste esperienze l’hanno portata a soffrire di allucinazioni e a svenire in classe, creando preoccupazione tra gli insegnanti.

Un’insegnante ha notato comportamenti preoccupanti da parte della studentessa e, riconoscendo la gravità della situazione, ha suggerito alla ragazza di parlare con una psicologa della scuola.

Durante questo colloquio, è emerso il suo profondo timore riguardo alla possibilità che il padre potesse assassinare la madre. Questo ha innescato l’attivazione del protocollo per i reati da codice rosso, come riportato dal quotidiano La Stampa.

Le indagini condotte dalla pm Antonella Barbera, sulla base delle dettagliate testimonianze fornite dalla ragazza, hanno avuto luogo in tempi rapidi, portando rapidamente alla condanna del padre a due anni di reclusione. L’uomo ha la possibilità di beneficiare della condizionale, a condizione che segua un percorso terapeutico in un centro per uomini violenti. Tuttavia, se non rispetterà gli appuntamenti previsti, sarà costretto a scontare la pena in carcere.

 

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La vicenda risale allo scorso 21 ottobre, quando il marito della coppia ricevette una telefonata sull’utenza fissa di casa. Dall’altra parte del filo, un sedicente carabiniere lo invitava a presentarsi con urgenza presso la Stazione dell’Arma di via Catania, sostenendo che la sua auto fosse stata coinvolta in una rapina. L’uomo, spaventato e convinto della veridicità della chiamata, uscì immediatamente di casa.

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Commenti (1)

E un storia molto triste che mostra quanto possano essere gravi i maltrattamenti familiari. E incredibile che una giovane ragazza debba passare per esperienze cosi terribili e come gli insegnanti siano stati attenti alla situazione.

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