Treviso. Un uomo di 56 anni di Napoli è stato denunciato dai carabinieri per truffa in concorso con ignoti per aver indotto almeno quattro persone, in prevalenza anziane, residenti nel Trevigiano, a consegnargli denaro e preziosi per far fronte a fantomatiche “cauzioni” connesse ad incidenti stradali provocati da congiunti.
Di fronte ai racconti degli episodi resi dall’indagato, che si presentava come avvocato o come carabiniere, le vittime erano state convinte a versare i valori richiesti al fine di evitare complicazioni legali ai parenti coinvolti nei fatti narrati, nella realtà del tutto inesistenti.
Complessivamente i beni sottratti alle persone anziane raggirate sono stati quantificati in 46.800 euro. Nei confronti dell’uomo denunciato, terminale di un’organizzazione più ampia, il Gip di Treviso ha disposto l’obbligo di dimora al suo domicilio di Napoli.
Frosinone – Un raggiro milionario, messo a segno con il collaudato schema del falso carabiniere, che si colloca tra le truffe agli anziani più corpose dal punto di vista economico mai emerse negli ultimi anni. Gioielli e monete antiche per un valore di circa 500mila euro sono stati sequestrati dalla Polizia di Stato, al termine…
Treviso si conferma una delle province più tranquille d’Italia, ma dietro l’apparente serenità emerge un lato oscuro. Secondo l’Indice della Criminalità 2025 pubblicato dal Sole 24 Ore, Treviso è al 101° posto su 107 province per numero di reati denunciati: appena 2.330,8 ogni 100mila abitanti, per un totale di 20.454 denunce. Numeri che, sulla carta, disegnano un territorio sicuro, stabile e con livelli di criminalità molto bassi.
Eppure, dietro le statistiche confortanti si nasconde un primato che preoccupa: Treviso è la “capitale italiana delle baby gang”. Nessun’altra provincia, infatti, registra una percentuale così alta di minorenni coinvolti in rapine e aggressioni. Nel 2024, il 9,5% delle persone denunciate o arrestate nella Marca aveva meno di 18 anni, quasi il doppio della media nazionale. Un dato che accende i riflettori su un disagio giovanile sempre più evidente, dove la ribellione si traduce in violenza e delinquenza di gruppo.
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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Commenti (1)
È veramente incredibile che ci siano persone che possano approfittare della fragilità degli anziani. È importante che ci sia maggiore informazione su questi tipi di truffe per proteggere le persone vulnerabili e far si che non cadano in queste trappole.