Una donna di 46 anni, originaria di Avellino, è stata sottoposta a misure patrimoniali a seguito dell’accusa di aver percepito indebitamente circa 45mila euro.
La somma è stata ottenuta attraverso il Reddito di Cittadinanza per un periodo di tre anni, dal 2019 al 2022, nonostante la donna fosse comproprietaria di un pastificio situato nella provincia di Caserta, in contrasto con i requisiti per accedere al beneficio.
Tra un mese, l’imputata dovrà comparire davanti ai giudici del tribunale di Avellino per rispondere delle accuse di truffa ai danni dell’INPS e di violazione del decreto 4/2019, che regola l’erogazione del Reddito di Cittadinanza, che è stato cancellato dal governo Meloni.
Il caso che ha scosso i palazzi del potere romano approda ufficialmente in tribunale. Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice di Pompei al centro dello scandalo che ha portato alle dimissioni dell’ex Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, è stata rinviata a giudizio. Lo ha stabilito il Gup di Roma al termine dell’udienza preliminare, fissando l'inizio del dibattimento…
Benevento – Una raffica di controlli della Guardia di Finanza ha fatto crollare il castello di carte di 55 “furbetti” del Reddito di Cittadinanza e dell’Assegno di Inclusione nel Beneventano. Dall’inizio del 2025 i finanzieri del Gruppo di Benevento e delle Tenenze di Montesarchio e Solopaca hanno passato al setaccio centinaia di posizioni, scoprendo un…
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
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È importante che vengano verificate le situazioni per evitare abusi del sistema.