Appalti truccati a Caserta: il patto tra dirigenti e l’assessore Massimiliano Marzo per assegnarli

Massimiliano Marzo, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di...

Caserta, appalto rifiuti truccato: fissato il processo al sindaco Marino e altri 12

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Inizierà il 9 luglio prossimo al tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) il processo contro tredici persone, tra cui il sindaco di Caserta Carlo Marino, il sindaco di Curti Antonio Raiano e l’imprenditore dei rifiuti Carlo Savoia.

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Sono accusati di turbativa d’asta e traffico di rifiuti in relazione a presunti appalti truccati nel settore della raccolta rifiuti indetti da comuni delle province di Caserta e Napoli. La Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli ha condotto le indagini e sosterrà l’accusa in giudizio.

Carlo Savoia, ritenuto vicino al clan dei Casalesi dalla DDA, è considerato il fulcro dell’indagine. Al dibattimento compariranno anche il comandante della Polizia Municipale di Curti Iginio Faiella, l’imprenditore Angelo Egisto dell’azienda di rifiuti Lea, l’ex funzionario del Comune di Caserta Giuseppe D’Auria e l’ex dirigente comunale Marcello Iovino.

Il rinvio a giudizio è stato disposto dal gup partenopeo Anna Tirone il 21 dicembre scorso, mentre sette imputati, tra cui Michele Oliviero e Andrea Guadagno della Bema, sono stati assolti con rito abbreviato. Gli altri assolti sono il dirigente del Comune di Lusciano Edoardo Cotugno, l’ex assessore di Aversa Paolo Galluccio, Ernesto Scamardella, Pasquale Vitale e Salvatore Merola.

Il processo, inizialmente previsto a Napoli, è stato trasferito al tribunale di Santa Maria Capua Vetere dopo che i giudici della settima sezione penale di Napoli si sono dichiarati incompetenti per territorio il 2 aprile scorso.

L’indagine della DDA e dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (Noe), avviata nel 2018, ha portato a sei arresti il 21 dicembre 2021. I magistrati Fabrizio Vanorio e Maurizio Giordano hanno identificato almeno 44 gare d’appalto nel settore dei rifiuti solidi urbani, bandite da vari comuni delle province di Caserta, Napoli, Salerno, Benevento, Latina e Potenza, che sarebbero state manipolate da Carlo Savoia e dai suoi collaboratori con la complicità di alcuni sindaci e funzionari pubblici.


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