

Un’indagine della Procura della Corte dei Conti della Campania, diretta dal procuratore Antonio Giuseppone, ha portato alla luce un buco di oltre 283 milioni di euro nei mancati incassi per affitti del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli.
L’inchiesta, coordinata dai pm Capalbo e Vitale, ha coinvolto dirigenti ed ex dirigenti comunali e della “Napoli Servizi”, società incaricata della gestione del patrimonio immobiliare. Sono stati notificati 15 inviti a dedurre, ovvero richieste di chiarimenti e giustificazioni, a coloro che, secondo l’accusa, sarebbero responsabili della situazione.
L’indagine si è concentrata su una decina di immobili, in particolare locali commerciali dati in affitto a società fallite. Per questi casi, il danno erariale è stimato in circa un milione di euro. Si ipotizza che la cifra complessiva possa essere molto più alta, considerando l’intero patrimonio immobiliare del Comune.
Tra gli indagati figurano Domenico Allocca, Andrea De Giacomo, Salvatore Palma, Ciro Turiello, Daniela Balletti, Rosario Tarallo, Domenico Gagliardi, Fabrizio Siciliano, Dario Savoia, Attilio Auricchio, Maria Aprea, Tiziana Di Bonito, Natalia D’Esposito, Fabio Pascapè e Fabio Piero Fracasso.
Le accuse e le possibili conseguenze
I dirigenti e gli amministratori coinvolti sono accusati di aver causato un grave danno erariale al Comune, per negligenza, “distrazioni” o favoritismi. Rischiano di dover risarcire il danno con le proprie tasche, oltre ad eventuali sanzioni penali.
Il deputato Francesco Emilio Borrelli, esponente di Alleanza Verdi-Sinistra, ha commentato “Sono danni gravissimi fatti al patrimonio erariale. Soldi che potevano essere utilizzati per amministrare la città e per rimpolpare le casse comunali, oggi in netta sofferenza.
I dirigenti e gli amministratori coinvolti in questo disastro economico, per proprie colpe, per ‘distrazioni’, per aver favorito certe situazioni, dovranno pagare, letteralmente, anche risarcendo il comune di tasca propria.
Questa indagine è anche figlia delle nostre denunce, quelle sulle occupazioni abusive dei locali delle scuole da parte delle famiglie dei custodi in pensione o delle occupazioni dei criminali di edifici pubblici. Ciò dimostra la validità delle nostre battaglie. Il patrimonio pubblico depredato e fatto utilizzare senza regole e senza assegnazioni è una colpa gravissima e quindi anche la burocrazia, che per decenni ha fatto il buono ed il cattivo tempo, deve rispondere delle sue responsabilità.”
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