Traffico rifiuti tra Lazio e Campania, due arresti e sequestro 860mila euro

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Nell’ambito di un’operazione condotta dalla Procura di Roma e eseguita dalla Polizia Ferroviaria del Compartimento di Roma e dai Carabinieri Forestali del Nipaaf del Gruppo Carabinieri di Viterbo, sono stati arrestati due individui e sequestrati circa 860mila euro.

L’attività di indagine si è concentrata sul traffico illecito di rifiuti metallici, in particolare piombo e rame, tra la provincia di Viterbo e la provincia di Caserta. Le attività organizzate per il traffico illegale dei rifiuti coinvolgevano due impianti nel viterbese, dove ingenti quantitativi di rifiuti speciali ed urbani venivano gestiti illegalmente per estrarne i componenti metallici di valore.

I rifiuti venivano conferiti da diversi soggetti senza le dovute autorizzazioni e gestiti in modo non conforme alla normativa ambientale. Inoltre, molti rifiuti venivano smaltiti illegalmente nel territorio viterbese tramite abbandono o combustione.



    Il sistema organizzato coordinato da due individui campani prevedeva il trasporto dei metalli, in particolare del rame, con modalità volte a nasconderne il contenuto e in violazione delle regole ambientali.

    I rifiuti metallici, invece di essere correttamente trattati per cessare la qualifica di rifiuto, venivano venduti ad una società nel casertano e successivamente destinati ad un altro stabilimento per la commercializzazione.

    L’operazione ha portato all’arresto di due individui, al sequestro di denaro e al coinvolgimento di ventisette indagati e otto società. Le autorità hanno condotto complesse attività di indagine per smantellare questa rete criminale, dimostrando una stretta collaborazione tra le forze dell’ordine coinvolte.

    Questo intervento ha contribuito a contrastare il traffico illecito di rifiuti e a perseguire coloro che violano le normative ambientali e mettono a repentaglio la salute delle persone e dell’ambiente.


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