Nel quadro degli sforzi per combattere la vendita di prodotti contraffatti, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Benevento hanno sequestrato circa un centinaio di articoli di vestiario e per la casa fasulli in un negozio di abbigliamento e biancheria.
Il Gruppo di Benevento ha indagato su un negozio a Montesarchio dove hanno notato merce contraffatta, inclusi zaini, borse, magliette di squadre di calcio, peluche, accappatoi e cuscini, legati a noti produttori.
In seguito, hanno scoperto ulteriore merce falsa in un deposito legato all’attività commerciale, tra cui felpe, pantaloni, magliette, pantaloncini e bandiere di squadre di calcio con marchi e immagini contraffatti.
Il proprietario del negozio non è riuscito a spiegare la provenienza della merce illegale, che in alcuni casi presentava loghi identici a quelli protetti da copyright ma con etichette di altre aziende produttrici.
Il proprietario è stato quindi segnalato alla Procura della Repubblica di Benevento per commercio di prodotti contraffatti e ricettazione. La merce sequestrata è ora sotto la custodia dell’Autorità Giudiziaria.
Questo tipo di azioni da parte del Corpo aiuta a reprimere il mercato del falso, che può ostacolare la crescita economica attraverso lo sfruttamento dei lavoratori, l’uso di materiali potenzialmente tossici e l’evasione fiscale, generando enormi profitti per la criminalità organizzata.
Contrastare la vendita di prodotti falsi aiuta anche a proteggere i consumatori e a creare un mercato competitivo in cui le imprese oneste possono operare in condizioni di concorrenza equa.
Il Tribunale di Benevento, in composizione collegiale presieduta dalla giudice Rotili, ha assolto R.M.D., 30enne di Montesarchio, dall’accusa di maltrattamenti e lesioni nei confronti della compagna allora incinta, disponendone la rimessione in libertà e la revoca di tutte le misure cautelari ancora in vigore . Il collegio ha così aderito alla linea difensiva sostenuta dall’avvocato…
Montesarchio – Una notte di follia, un’aggressione brutale, una spedizione punitiva consumata nel cuore della movida sannita. Un ragazzo di 17 anni, originario di Tocco Caudio, è ricoverato in rianimazione all’ospedale San Pio di Benevento, dove è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico. Le sue condizioni restano gravissime Il giovane, G.C., è rimasto vittima…
Caivano – Un arresto che riporta alla luce una delle pagine più drammatiche della cronaca napoletana. Ieri i Carabinieri hanno fatto scattare le manette ai polsi di Ciro Migliore, 27enne già noto alle forze dell’ordine, durante un blitz antidroga nel parco verde di Caivano. L’uomo, identificato come un presunto pusher, è lo stesso giovane transgender che cinque anni fa era il fidanzato di Maria Paola Gaglione, la 16enne morta nell’incidente del settembre 2020. La tragedia, che sconvolse l’intera comunità, fu causata dal fratello della vittima, Michele Gaglione. Come accertato in sede processuale, questi, oppostosi alla relazione della sorella, inseguì la coppia in sella a una moto. Durante l’inseguimento, lo scooter su cui viaggiavano Maria Paola e Ciro Migliore si schiantò, provocando la morte della giovane. Michele Gaglione è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale. L’arresto di ieri da parte dei carabinieri aggiunge un tassello oscuro alla storia di Migliore. I militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, trovando prove di quello che sembra essere uno spaccio ben organizzato: tra i ritrovamenti, 10 dosi già pronte di cocaina e crack, materiale per il confezionamento e un “libro mastro” con sigle e numeri, verosimilmente i conti della compravendita illegale. Sequestrati anche 1.675 euro in contanti, presumibilmente provento dell’attività illecita. Quella del 16 settembre non è la prima indagine per spaccio che vede coinvolto Ciro Migliore dopo la morte della fidanzata; già nel febbraio 2021 finì nel mirino delle forze dell’ordine per reati analoghi. L’arresto chiude un cerchio tragico, dove a un lutto familiare si intrecciano storie di devianza e illegalità.
REDAZIONE






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