Funicolare di Chiaia, dopo 375 giorni partiti i lavori

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Finalmente: dopo cinque proroghe concesse per i lavori di revisione ventennale che dovevano essere effettuati già nel 2017, quattro gare di appalto, delle quali le prime tre andate deserte, tempi biblici per elaborare il progetto da parte dell’unica ditta che ha partecipato all’ultima gara d’appalto e infine, dopo 375 giorni dalla chiusura, avvenuta il 1° ottobre 2022, e dopo numerose proteste e manifestazioni di comitati e cittadini, i lavori alla funicolare di Chiaia, sono iniziati.

Gennaro Capodanno, ingegnere, presidente del Comitato Valori collinari, uno di quelli che più si è battutto per la riapertuta della funicolare di Chiaia dice: “Intanto le ripercussioni sulla viabilità per il prolungato fermo dell’importante impianto a fune, in questo lungo periodo di tempo, si sono aggravate anche per la totale insufficienza dei mezzi sostitutivi messi in campo dall’ANM.

Il traffico al Vomero ogni giorno continua ad andare in tilt con strade e piazze bloccate, in particolare nelle ore di punta, all’ingresso e all’uscita delle scuole, segnatamente lungo le arterie che si dipartono da piazza degli Artisti per raggiungere le altre zone della collina ma anche nel quadrilatero via Cimarosa, via Bernini, via Stanzione, via Annella di Massimo”.

    “Peraltro – sottolinea Capodanno – cresce il disappunto per l’eccessiva durata prevista per l’esecuzione dei lavori. Certamente si tratta di opere importanti che riguardano la sostituzione di tutte le apparecchiature elettriche, elettromeccaniche e meccaniche della sala argano e degli impianti connessi alla trazione, per un importo complessivo di poco meno di 7 milioni di euro. Ma trecento giorni ovvero dieci mesi per la loro realizzazione sono tanti e l’impianto.

    Aggiungendo i tempi per effettuare le prove finalizzate a ottenere il nulla osta dell’Ansfisa, la funicolare di Chiaia dovrebbe riaprire, se tutto va bene e in assenza di altri intoppi nel corso delle lavorazioni, a ottobre dell’anno prossimo, con un fermo complessivo di oltre due anni, a fronte dei sei mesi indicati originariamente: un tempo dunque quadruplicato!”.

    “Al riguardo – aggiunge Capodanno – non viene spiegato perché il tempo per l’esecuzione dei lavori sia stato prolungato a dieci mesi, diversamente da quanto indicato nel primo bando, quando si prevedeva che l’impianto dovesse rimanere fermo solo sei mesi. Tanto anche alla luce del dato che dall’ultima gara d’appalto sono stati stralciati i lavori relativi alle opere edilizie non strettamente connesse all’intervento sulle parti elettromeccaniche, come quelli alle facciate, lavori edili che dovrebbero essere effettuati successivamente, con l’impianto in funzione, anche se su questo aspetto c’è ancora poca chiarezza”.

    “La mia proposta – puntualizza Capodanno – è che invece vengano attivate dall’impresa esecutrice, in accordo con la stazione appaltante, modalità operative per accelerare i tempi per la realizzazione delle opere, anche effettuando lavorazioni nelle ore notturne e su tre turni, incrementando, laddove ciò si rendesse necessario, pure il numero di operai. In questo modo, il tempo di durata dei lavori potrà essere ridotto al periodo originario, vale a dire a sei mesi. Di conseguenza la funicolare di Chiaia potrebbe essere riaperta al pubblico prima del periodo estivo dell’anno prossimo”.

    Comunque vada – conclude Capodanno – Napoli ancora una volta acquisirà un nuovo primato negativo nell’ambito del funzionamento del trasporto pubblico. Difatti, confermando l’attuale cronoprogramma, alla fine, la funicolare di Chiaia, se non venissero ridotti i tempi per l’esecuzione dei lavori, così come richiesto, sarà rimasta chiusa almeno due anni, battendo ampiamente il primato detenuto dalla funicolare Centrale che, anch’essa per i lavori di revisione ventennale, rimase chiusa al pubblico dal 1° agosto 2016 al 22 luglio 2017, per poco meno di un anno”.



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