Napoli, al Monaldi cuore “nuovo” salva medico 60enne

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Un trapianto di cuore all’ospedale Monaldi di Napoli ha salvato la vita a un medico napoletano 60enne colpito da una cardiomiopatia dilatativa definita idiopatica perché senza una causa specifica.

“La patologia cardiaca aveva compromesso definitivamente la funzionalità del suo cuore. Una condizione che, negli anni, lo aveva portato all’impianto di defibrillatori e a numerosi ricoveri per fibrillazione ventricolare.

Quando i medici gli hanno detto che sarebbe stato necessario un trapianto, per il 60enne è stato un duro colpo da digerire”, sottolinea l’Azienda ospedaliera dei Colli (Monaldi-Cotugno-Cto) di Napoli.

    “Grazie a una presa in carico multidisciplinare e totale che vede coinvolto il Centro trapianti di cuore del Monaldi, con il supporto del dipartimento Medico e Cardiologico dell’Azienda ospedaliera dei Colli, è iniziato un percorso di cura e di accettazione della patologia – prosegue la nota dell’Ao.

    Fino a che la scorsa settimana, mentre era a casa, il medico ha ricevuto una telefonata. Doveva venire in ospedale quanto prima perché era arrivato un alert su un organo potenzialmente compatibile. In poco tempo il 60enne è stato ricoverato e sottoposto a tutti gli esami preliminari.

    Intanto l’équipe per il prelievo è partita per effettuare una valutazione dell’organo. Una volta dato l’ok al trapianto è iniziata la procedura chirurgica vera e propria che è andata a buon fine.

    Dopo un breve ricovero in terapia intensiva, infatti, per il trapiantato è già stato disposto il ritorno in reparto di degenza ordinaria dove proseguirà il decorso post operatorio fino alla dimissione”. “Grazie all’indiscussa professionalità del nostro personale assicuriamo ai nostri pazienti assistenza di eccellenza attuando protocolli multidisciplinari per una presa in carico globale.

    Il mio pensiero va alla famiglia del donatore che voglio ringraziare perché, grazie a questo gesto d’amore, è stato possibile, ancora una volta, salvare vite”, sottolinea Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.



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