

Foto dal Web
“Occorre intervenire sulle liste d’attesa attraverso un investimento sulle risorse umane e tecniche e un conseguente ampliamento degli orari di apertura al pubblico degli ambulatori.
Mas anche attraverso la messa in rete nei Cup delle agende di prenotazione di tutte le strutture sanitarie pubbliche e private convenzionate per favorire una migliore programmazione e trasparenza dei tempi di attesa.
E non da ultimo bloccando, a livello regionale, le prestazioni in intramoenia laddove queste superino come numero quelle erogate nel canale pubblico, come previsto dallo stesso Piano Nazionale di Governo delle liste di attesa”.
E’ l’appello del Garante dei diritti delle persone con disabilità della Regione Campania, l’avvocato Paolo Colombo. “L’urgenza in cui versa la sanità – si legge nella nota – sono liste di attesa che non scorrono, rispetto dei tempi di attesa garantiti solo in percentuali basse (il 15-20%, comunque meno della metà) e una situazione di allarme per l’intramoenia in Campania, dove il numero di prestazioni erogate nel canale pubblico è inferiore, per tutti gli esami e le visite monitorate, a quelle erogate in intramoenia”.
“Nelle scorse settimane – osserva – Cittadinanzattiva ha avviato una istanza di accesso civico presso le Regioni (il resoconto sarà diffuso nelle prossime settimane) per conoscere i dati relativi alle prestazioni sanitarie erogate in regime pubblico e in intramoenia, e verificare gli eventuali provvedimenti messi in atto dalle amministrazioni laddove sia stato superato il limite previsto dal Piano nazionale di governo delle liste di attesa nel rapporto tra le due attività.
Particolarmente allarmante il quadro della Campania, dove la stessa Regione segnala che il numero di prestazioni erogate nel canale pubblico è inferiore, per tutti gli esami e le visite monitorate, a quelle erogate in intramoenia, e questo vale presso tutte le Aziende ospedaliere”, spiega Cittadinanzattiva”.
“Nel 2022 – argomenta il garante dei disabili citando i dati del report – ad esempio, presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli sono state somministrate 1255 visite ortopediche in intramoenia e nel pubblico 112; presso l’ospedale dei Colli sempre a Napoli, nessun eco addome è stato somministrato nel pubblico, ne sono stati fatti 111 in intramoenia.
Presso l’ospedale Moscati di Avellino, sono state somministrate 7 visite cardiologiche pubbliche e 979 in regime di intramoenia; al San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona a Salerno, effettuate 91 ecografie ostetriche nel canale pubblico e 329 in intramoenia. In alcune situazioni l’intramoenia, insieme al pronto soccorso, è diventata per paradosso la principale porta di accesso dei cittadini al Servizio Sanitario nazionale, rallentato da tempi di attesa troppo lunghi.
Siamo dunque di fronte ad un uso distorto di quella che dovrebbe essere una possibilità di scelta per il cittadino, e non una necessità. Mentre le liste d’attesa rimangono una emergenza che va contrastata urgentemente per riaffermare il diritto dei cittadini alla salute pubblica”.
Un 40enne senza fissa dimora è stato fermato dai Carabinieri dopo una violenta resistenza durante… Leggi tutto
Acerra - Doveva essere l'inizio di una nuova vita, si è trasformato in un dramma… Leggi tutto
Pozzuoli - Una notte finalmente tranquilla, ma soltanto per poche ore. Dopo la conclusione dello… Leggi tutto
Il parroco antimafia Don Maurizio Patriciello avverte sul rischio imminente nei Campi Flegrei: "Non agire… Leggi tutto
Un bagno di folla ha accolto il Napoli nella serata conclusiva delle celebrazioni per i… Leggi tutto
La quarta ondata di calore dell'estate raggiunge oggi il suo apice e investe anche la… Leggi tutto