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La rinascita dell’Ipogeo dei Cristallini arriva a Parigi

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Presentato il restauro di un “tesoro unico al mondo”.

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“Sotto al Rione Sanità, un tesoro unico al mondo”: l’Ipogeo dei Cristallini, testimonianza rara di pittura ed architettura ellenica nel cuore di Napoli, è stata presentato oggi nel corso di una conferenza a Parigi, la capitale di Francia unita da profondi legami con la città di Partenope.

Aperto al pubblico nel mese di luglio 2022, dopo un progetto di restauro fortemente voluto dalla famiglia Martuscelli, proprietaria dell’Ipogeo, il complesso offre la possibilità di vivere un’esperienza culturale memorabile, che mira a valorizzare l’antica eredità greca di Napoli.

“Sono venuta qui per dirvi che esiste un luogo unico al mondo”, ha detto la direttrice del sito, Alessandra Calise Martuscelli, illustrando al pubblico parigino la rinascita dell’Ipogeo rimasto per secoli segreto e inaccessibile. Con l’apertura al pubblico, ha aggiunto, è ora possibile viaggiare indietro nel tempo di 2.300 anni, infilandosi in una piccola scala all’interno del palazzo di Donato, in via dei Cristallini 133, nel quartiere Stella.

Il restauro restituisce al pubblico la visione di questo antico sepolcreto scoperto, nel 1889, dal barone di Donato, durante delle ricerche nel sottosuolo del palazzo avito. Il barone cercava in realtà una fonte d’acqua e invece trovò una delle più straordinarie fonti ancestrali del mondo antico. Quattro sepolcreti della fine del IV e inizio III secolo A.C che rappresentano tra i pochi esempi di pittura e architettura della Magna Grecia nel mondo.

Luoghi da sempre chiusi al pubblico, custoditi dal barone prima, e dalla famiglia Martuscelli poi, che ora ha ereditato quel “tesoro”. E sono stati proprio Giampiero Martuscelli con Alessandra e i figli Paolo e Sara – tutti presenti oggi alla conferenza organizzata nella casa parigina della chef, ambasciatrice dello stile di vita italiano nel mondo, Eleonora Galasso – a decidere che era giunto il momento di offrire quello scrigno di arte e storia alla città.

“A convincerci – racconta Alessandra – è stato un archeologo. Ci aveva chiesto di far visita all’Ipogeo. Dopo essere entrato nella più bella delle quattro sale, con una spontaneità sorprendente, esclamò: ‘Mamma mia quanta bellezza, vorrei vivere qui!’ Fu quello il momento in cui ci rendemmo conto che era arrivato il momento di occuparci di questo luogo per troppo tempo chiuso”.

L’apertura e la valorizzazione del sito si pongono inoltre l’obiettivo di aggiungere un tassello fondamentale all’operazione di recupero del rione Sanità, oggetto di uno sforzo non comune di rinnovazione urbana, sociale ed economica. Un fervore che si basa sull’esempio della cultura greca, che proprio in questa porzione della città fu particolarmente attiva in ogni forma di espressione e di arte, influenzando la vita sociale in modo profondo e duraturo. A Parigi c’era anche Emanuele, giovane e brillantissima guida dell’Ipogeo, nato e cresciuto nel Rione Sanità e che in perfetto francese ha raccontato quanto questo progetto sia anche una bellissima occasione di riscatto per il quartiere.

Il progetto di restauro è in parte finanziato con fondi europei (Regione Campania) ed è stato svolto sotto l’alta sorveglianza e coordinamento scientifico della Soprintendenza Archeologica del Comune di Napoli, in collaborazione con l’Istutito Centrale per il Restauro (Icr) di Roma. Per visitarlo è necessaria la prenotazione online. I turni di visita durano circa 45 minuti per un numero massimo consentito di 10 persone per volta.


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