Inchiesta Melito, 2mila euro per voto a elezioni Città metropolitana

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Duemila euro per indurre un consigliere comunale a votare la lista “Grande Napoli” alle elezioni dei consiglieri della Città metropolitana di Napoli.

E’ quanto contestato a Emilio Rostan, imprenditore arrestato oggi nell’ambito dell’inchiesta sulle interferenze della camorra nell’amministrazione comunale di Melito. Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla Procura di Napoli e culminate nell’ordinanza con la quale il gip ha disposto misure cautelari per 18 indagati, Rostan avrebbe consegnato 2mila euro a Massimiliano Grande, consigliere comunale di opposizione a Melito, capogruppo di “Davvero Ecologia e diritti”, al fine di indurlo a votare la lista “Grande Napoli” nelle elezioni di secondo grado per il Consiglio metropolitano di Napoli, voto al quale sono chiamati i soli sindaci e consiglieri comunali di Napoli e provincia.

Alle elezioni del 13 marzo 2022, si legge nell’ordinanza, Emilio Rostan si è reso promotore della lista “Grande Napoli”; secondo quanto emerso in un’intercettazione, Grande avrebbe ricevuto i primi 1.000 euro per apporre la firma necessaria alla presentazione delle candidature, gli altri 1.000 euro per il proprio voto.



    Dagli accertamenti bancari è poi emerso che Rostan, che ha nella sua disponibilità due conti correnti, ha emesso un assegno bancario di 1.000 euro il 21 febbraio 2022, ritenuto dagli investigatori collegato al termine ultimo entro il quale si dovevano depositare le liste per l’elezione del Consiglio della Città metropolitana, e un secondo assegno, sempre di 1.000 euro, il 16 marzo 2022, tre giorni dopo le elezioni, il che “consente di affermare che l’accordo è stato rispettato”, si legge nell’ordinanza.

    Il giudice Isabella Iaselli, presidente aggiunto sezione Gip del Tribunale di Napoli, ha disposto nei confronti di Rostan la custodia cautelare in carcere e nei confronti di Grande gli arresti domiciliari.




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