La Corte di Assise di Trieste ha assolto Alejandro Augusto Stephan Meran ritenuto non imputabile decidendo un ricovero in una Rems per la durata minima di 30 anni


La Corte d’Assise di Trieste ha assolto Alejandro Augusto Stephan Meran in quanto ritenuto non imputabile e ha applicato una misura di sicurezza detentiva del ricovero in una Rems per la durata minima di 30 anni.
Meran era accusato di aver ucciso i due agenti Matteo Demenego, 31 anni originario di Velletri e Pierluigi Rotta, 34enne originario di Pozzuoli durante una sparatoria in Questura a Trieste il 4 ottobre 2019.
Al 32enne di origine domenicana la corte ha riconosciuto il “vizio totale di mente”, ha revocato la misura e stabilito il trasferimento dal carcere di Verona in una Rems, ossia una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza dove dovrà restare per 30 anni, vista la pericolosità e la necessità di cure specifiche.
La decisione accoglie la richiesta della stessa procura, rappresentata dal pm Federica Riolino, e dei legali di Meran, gli avvocati Paolo e Alice Bevilacqua. Lascia l’amaro in bocca, invece, alle famiglie delle vittime.
Accusa e difesa hanno ricordato, negli interventi in aula, le conclusioni della perizia redatta da Stefano Ferracuti, professore di Psicopatologia forense alla Sapienza di Roma, incaricato dalla stessa corte di effettuare una nuova perizia psichiatrica, la secondo dopo quella ‘controversa’ richiesta dal gip Massimo Tomassini.
Secondo l’esperto, Meran “era, all’epoca dei fatti e a tutt’oggi, affetto da schizofrenia, di gravità severa, con episodi multipli”. Quando ha agito l’ha fatto “all’interno di una condizione mentale caratterizzata da un delirio persecutorio, di pregiudizio e di onnipotenza, ponendosi in nesso di causalità diretto con la patologia psicotica in atto e tale da escludere totalmente la capacità di volere”.
Meran, accompagnato dal fratello, quel giorno si trovava in questura per rispondere del furto di uno scooter. Spaventato e alterato chiese di andare in bagno, quindi riuscì a impossessarsi della pistola d’ordinanza di Pierluigi Rotta, 34enne originario di Pozzuoli, e gli sparò tre volte; poi fece fuoco quattro volte contro l’agente scelto Matteo Demenego, 31 anni originario di Velletri, intervenuto per soccorrere il collega.
Sparò ancora e ferì altri agenti (sette i tentati omicidi nel capo di accusa) nel tentativo di fuga che finì a pochi passi dall’uscita della questura. Descritto dagli psichiatri come un “gigante con i piedi d’argilla”, il suo passato è fatto di abusi, di consumo di marijuana ed episodi controversi fino al ricovero psichiatrico in Germania nel 2018 resosi necessario dopo che aveva sfondato, alla guida di un’auto, una barriera di protezione dell’aeroporto di Monaco ed era salito su un aereo chiedendo di raggiungere il Brasile. Un campanello d’allarme poi rimasto inascoltato, fino al giorno della strage.
La nuova stagione del Napoli prende ufficialmente il via con la prima amichevole estiva contro… Leggi tutto
C'è grande attesa per i risultati dell'esame autoptico sul corpo di Luca Esposito, il giornalista… Leggi tutto
Pompei si conferma centro di eccellenza archeologica con il restauro del soffitto a volta della… Leggi tutto
Il Comune di Salerno attiva 15 centri estivi destinati a minori e adolescenti, offrendo un’opportunità… Leggi tutto
Il prossimo 28 luglio si terrà a Napoli il primo incontro tra Anas e i… Leggi tutto
Al Giffoni Film Festival l’anteprima mondiale di 'Il Coach dei Due Mondi', il documentario di… Leggi tutto