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Buste paga ‘gonfiate’, chi sono i 18 indagati all’ Asl Napoli 1

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Gonfiavano gli stipendi per i dipendenti della Asl Napoli 1 Centro, inserendo straordinari e domeniche che in realta’ non avevano mai fatto grazie ad accessi abusivi nel software aziendale. Una indagine della procura di Napoli ha portato oggi all’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e patrimoniali emessa dal gip partenopeo nei confronti di 18 persone gravemente indiziate in concorso tra loro di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e truffa aggravata.

Tre indagati, secondo quanto ricostruito, avrebbero inserito, percependo in alcuni casi somme di denaro a titolo di corrispettivo, voci retributive fittizie negli statini paga di dipendenti dell’azienda sanitaria, consentendo cosi’ ai beneficiari di percepire emolumenti non dovuti per importi compresi tra i 3mila e i 30mila euro, determinando un danno complessivo alle casse dell’Azienda di circa 340mila euro. Otto degli indagati sono amministrativi, che conoscevano bene il sistema con il quale potevano aumentare l’importo delle mensilita’; nove poi sono nelle professioni sanitarie, e cioe’ sei infermieri, due tecnici di radiologia e un operatore socio sanitario.

Ci sono ancora quattro autisti, di cui tre per ambulanze e un operatore di una ditta esterna, non assunto all’Asl. L’azienda sanitaria ovviamente sara’ parte lesa nell’eventuale procedimento penale instaurato e ha provveduto a tre sospensioni dal servizio per un anno, con decorrenza immediata, cinque sospensioni per trenta giorni, e un trasferimento d’ufficio. Sono stati inoltre emessi quindici provvedimenti ingiuntivi per il recupero delle somme percepite indebitamente.

In merito alla notizia relativa agli stipendi maggiorati all’Asl Napoli 1 Centro, inchiesta coordinata dalla procura della Repubblica di Napoli che ha portato i Nas ad eseguire 18 misure cautelari, l’Azienda sanitaria locale fa sapere di risultare “parte lesa”. La direzione strategica dell’Asl Napoli 1 aveva provveduto – fanno sapere dall’Azienda – “ad evidenziare nel recente passato anomalie nella gestione di tale servizio”. L’Asl dopo aver ricevuto questa mattina l’ordinanza applicativa di misure cautelari a carico di alcuni dipendenti, sta provvedendo in queste ore ad adottare i provvedimenti conseguenziali.

“Nel marzo 2021 resi noto che 12 dipendenti sanitari del’Asl Napoli 1 si erano ‘gonfiati’ gli stipendi fino a 9.000 euro al mese (uno di loro era arrivato a 35.000 euro) per un totale di circa 150mila euro in piu’ su alcuni mesi. Si trattava dei dipendenti di alcuni ospedali napoletani, in particolare del Loreto Mare e dell’Ospedale del Mare. L’Azienda sanitaria avvio’ l’iter per il recupero delle somme percepite in maniera indebita con trattenute sullo stipendio”.

Lo ricorda, in una nota, il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli. “I presunti beneficiari, – continua Borrelli – insieme con chi predisponeva e consentiva tutto, furono denunciati dalla direzione, le parole espresse da Francesco Emilio Borrelli consigliere regionale di Europa Verde e membro della commissione Sanita’.

A quanto sembra il fenomeno era molto piu’ esteso di quello che era apparso in un primo momento – prosegue Borrelli – adesso occorrera’ procedere le sospensioni e anche con i licenziamenti. Sono condotte inammissibili e vanno punite con il massimo della durezza. Intanto stiamo ancora attendendo il processo per i furbetti del cartellino al Loreto Mare. Il riferimento e’ a quanto avvenuto nel 2017, quando 87 tra infermieri, impiegati e medici dell’ospedale Loreto Mare vennero rinviati a giudizio per assenteismo; dipendenti che usavano il badge con disinvoltura, cosi’ da risultare presenti mentre invece erano distanti dal posto di lavoro”, conclude il consigliere regionale.


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