Italia

“Niente discoteca perché di colore”, scoppia il caso

A due amici viene negato l'accesso in discoteca perche' di colore

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A. Carlino

Un sabato sera in compagnia, come tanti altri. Si decide di andare in discoteca, ma a due amici viene negato l’accesso perche’ di colore. E’ quanto e’ successo lo scorso fine settimana nel Meranese, come raccontano Robel e Michael, i due ragazzi, al quotidiano Alto Adige.

I due giovani arrivano con altri amici che possono invece accedere al locale. “Tu non entri”, dice il buttafuori a Robel. Vengono “rimbalzati” – cosi’ il loro racconto – anche altri ragazzi: chi nero, chi romeno, chi albanese e anche un giovane nato a Napoli. Secondo il gestore del locale – interpellato dall’Alto Adige – “solitamente sta fuori chi gira con compagnie poco raccomandabili o chi ha dato problemi in passato”.

“Come si possono respingere tutte le persone ‘straniere’ per il semplice sospetto che siano delinquenti”, ribattono i due ragazzi che hanno comunque ripreso la scena davanti al locale con il telefonino. “Il video l’abbiamo fatto perche’ eravamo increduli, quel che stava succedendo andava documentato. Non volevo svegliarmi col rimpianto il giorno dopo. Bisogna far vedere dove stiamo andando”, spiegano al giornale.

I due comunque non demordono e insistono per poter raggiungere gli amici all’interno del locale, ma il buttafuori, peraltro anche lui di probabile origine straniera, resta irremovibile. “Se non e’ questione di razzismo portateci qua fuori un nero che avete fatto entrare”, chiedono Robel e Michael, ma il buttafuori si e’ allontana senza rispondere. I due giovani sono nati in Etiopia, ma cresciuti in Alto Adige e si sentono italiani.

Michael e’ stato adottato a due anni e mezzo e ora frequenta l’universita’ a Torino. L’amico Robel e’ arrivato in Italia a sei anni e ha la passione dello sport, gioca infatti nel campionato di Eccellenza del Rotaliana. “Sono sempre stato accolto bene da tutti. Non ho mai subito atti discriminatori: crescendo mi sono accorto che forse si trattava di discriminazione ‘passiva’, non immediatamente riconoscibile”, spiega all’Alto Adige. Racconta di sentirsi piu’ a suo agio e bene accetto a Londra.

Il giovane ha anche partecipato all’ultima manifestazione antirazzista in piazza Walther a Bolzano. Dal governatore altoatesino Arno Kompatscher arriva una netta condanna. “Non bisogna giudicare prima di conoscere esattamente i fatti – ha commentato – ma le notizie che ci giungono vanno nella direzione di una conferma. Se cosi’ fosse, e’ un fatto che va condannato e che deve avere delle conseguenze”. “Rimango senza parole, e’ una cosa inaccettabile”, conclude il presidente della Provincia.

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A. Carlino

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