Sono 12.527 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Italia nelle ultime 24 ore, in diminuzione rispetto ai 17.959 di ieri, per un totale di 5.164.780 dall’inizio della pandemia. Si registrano 79 vittime, in calo rispetto alle 86 di ieri, per un totale di 134.551 dall’inizio dell’epidemia.
E’ quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute sulla diffusione del coronavirus nel nostro Paese. Gli attualmente positivi sono in tutto 254.553.
I tamponi effettuati sono 312.828, contro i 564.698 di ieri, con un rapporto tamponi-positivi che sale dal 3,2 al 4 per cento. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 811, 20 in più rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 6.333.
I dimessi/guariti sono 7.098 per un totale di 4.775.676 dall’inizio dell’epidemia. A livello territoriale, le Regioni con il maggior numero di contagi sono Veneto (1.928), Emilia Romagna (1.656) e Lombardia (1.486).
Si teme anche per la variante omicron, una situazione che però è mitigata dalle recenti rassicurazioni da parte dell’Organizzazione mondiale della sanita’ circa l’efficacia delle attuali armi terapeutiche. Ad oggi, i casi confermati dall’Istituto superiore di sanita’ di tale variante in Italia sono 13. A questi si aggiungono altri 3 casi rilevati dall’Istituto Spallanzani di Roma. Il trend di peggioramento per la pandemia Covid per il nostro paese è evidenziato anche dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), che classifica quasi tutto il Nord-Est della Penisola in rosso scuro proprio per l’aumentato numero di contagi. In particolare, secondo la mappa aggiornata dell’Ecdc, sono in giallo la Sardegna, Sicilia, Calabria, Molise e Umbria. Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Bolzano sono classificate in rosso scuro, mentre tutte le altre regioni sono segnalate in rosso.
Unpli mappa l’Italia invisibile: oltre 30mila beni nel censimento del patrimonio immateriale
C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.
Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.
Playoff Mondiali 2026, l’Italia attende il sorteggio: subito rischio Svezia per gli Azzurri
La corsa dell’Italia verso i Mondiali del 2026 entra nella sua fase più delicata. Con la conclusione dei gironi di qualificazione, il cammino verso Stati Uniti, Canada e Messico passa ora per i playoff, dove restano quattro posti ancora da assegnare. Domani a Zurigo verrà tracciato il percorso che gli Azzurri dovranno affrontare, una strada che si preannuncia tutt’altro che semplice.
La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti