Italia

Femminicidio a Taranto, uccide la compagna poi tenta il suicidio

A Manduria uccisa Giuseppa Loredana Dinoi, 71 anni, con un taglierino dal compagno Pietro Dimitri. Non si arresta la strage delle donne: dall’inizio del 2021, sono già 49 quelle assassinate.



femminicidio
Femminicidio _ foto di repertorio




Taranto. Uccide la compagna, poi cerca di togliersi la vita: ennesimo femminicidio a Manduria in provincia di Taranto.

Vittima una donna di 71 anni, Giuseppa Loredana Dinoi, colpita con numerosi fendenti sferrati al volto, al collo, al torace e agli arti superiori da Pietro Dimitri, di 75 anni, con numerosi precedenti per rapina, estorsione e reati associativi, in passato sottoposto anche al regime della sorveglianza speciale.

L’uomo ha assassinato la sua convivente dopo una lite, tagliandole la gola con un grosso taglierino e ha cercato di togliersi la vita con la stessa arma, ma non ci è riuscito.

Dimitri, dopo essere stato medicato al pronto soccorso dell’ospedale Giannuzzi per le ferite che si era inferto agli arti superiori e al collo, nessuna delle quali grave, è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario. Era stato lui stesso a chiamare il 112 confessando il delitto e manifestando l’intenzione di suicidarsi. Dopo pochi minuti sono intervenuti i militari della Compagnia di Manduria, già allertati dai vicini di casa, e i medici del 118 che hanno provato invano a rianimare la donna. Per lei non c’era più nulla da fare. Dimitri era nella stanza accanto a quella in cui è stata trovata la convivente. E’ stato prima trasportato in ambulanza all’ospedale “Giannuzzi” per essere medicato e poi condotto in carcere. Sul luogo del femminicidio sono intervenuti anche il medico legale e il pubblico ministero di turno. Dalle informazioni raccolte dagli investigatori, pare che il rapporto tra i due conviventi – che non avevano figli – fosse discontinuo, caratterizzato da frequenti interruzioni e riprese, ma nel vicinato nessuno mai aveva assistito a liti o udito urla, ne’ tantomeno la vittima, una casalinga, si era rivolta alle forze dell’ordine per segnalare eventuali comportamenti violenti del 75enne. Insomma, nulla lasciava presagire la brutale aggressione sfociata nell’omicidio. L’arma del delitto e’ stata recuperata e sequestra dai carabinieri. Ulteriori accertamenti sono in corso per stabilire il movente e l’esatta dinamica dell’accaduto. Nel marzo scorso si verifico’ un duplice femminicidio in provincia di Taranto, a Massafra. Il 61enne Antonio Granata uccise, usando per la mattanza forbici e coltello, la moglie Carolina Bruno, di 66 anni, e la suocera, Lorenza Addolorata Carano, di 92, all’interno di un appartamento di via Da Vinci, poi fuggi’ e si tolse la vita impiccandosi con un cavo d’acciaio a un albero di ulivo nelle campagne di Palagiano. I vicini di casa parlarono di una “tragedia inspiegabile”.

Uccise da chi diceva di amarle, per un ‘No’, per un rifiuto, perché non si accetta la fine di una relazione. Uccise da compagni, mariti, fidanzati. Non si arresta la strage delle donne uccise: dall’inizio del 2021, sono già 49 quelle assassinate.

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