Cronaca

Sgombero a Tor Bella Monaca, droga e soldi in casa del boss Moccia

Blitz delle forze dell’ordine nel quartiere a est di Roma per liberare cinque appartamenti occupati abusivamente: il ras della camorra, Giuseppe Moccia, non pagava l’affitto ma aveva in casa 30mila euro in contanti e hashish



Sgombero Tor Bella Monaca, clan Moccia
Lo sgombero in via Santa Rita da Cascia a Tor Bella Monaca




Roma. Blitz delle forze dell’ordine, nelle case occupate di Tor Bella Monaca: sgomberato anche l’abitazione del boss della camorra Giuseppe Moccia.

Il ras del quartiere non pagava l’affitto ma in casa nascondeva circa 30mila euro in contanti e droga.

Otto denunciati e una ventina di persone identificate: è il bilancio dell’operazione per il ripristino della legalità effettuata nel quartiere a est di Roma stamane.

Il primo obiettivo dell’operazione è stato proprio Giuseppe Moccia.  I carabinieri sono arrivati in casa del ras di Tor Bella Monaca alle 6 del mattino, prima che iniziassero le operazioni di sgombero – coordinate dalla Prefettura, a cui hanno partecipato polizia e carabinieri, oltre alla polizia locale di Roma Capitale – dei cinque appartamenti occupati abusivamente al civico 50 di via Santa Rita da Cascia, di proprietà dall’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica.

In uno degli appartamenti Ater occupati abusivamente nella Torre 50 di Tor Bella Monaca, abitavano Giuseppe Moccia e la moglie, anni fa erano assegnatari dell’appartamento Ater ma a seguito di una serie di illeciti poi sono diventati irregolari. 

L’area interessata dagli sfratti di questa mattina, secondo gli inquirenti, era diventato il quartiere generale del ras Giuseppe Moccia, al centro di una guerra tra bande per la gestione delle piazze di spaccio. L’ultimo episodio risale alla settimana scorsa nella vicina via dell’Archeologia dove due giovani spacciatori sono stati feriti a colpi di pistola.

Lo stesso Moccia, ritenuto a capo di un gruppo criminale, era stato gambizzato a marzo scorso subito dopo essere uscito dal carcere. Moccia, autore, tra l’altro, delle minacce all’attivista Tiziana Ronzio impegnata con la sua associazione “Tor piu’ bella” nella riqualificazione sociale del quartiere, stamane è stato denunciato per spaccio di droga. Nell’abitazione occupata abusivamente oltre ai soldi sono state trovate alcune dosi di hashish e materiale per il confezionamento, il danaro e la droga sono stati sequestrati dai carabinieri.

Il plauso alle forze dell’ordine per il ‘ripristino della legalità’ è arrivato anche dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese che ha ringraziato il prefetto di Roma e le forze dell’ordine “per un’azione di ripristino della legalità che rafforza la presenza dello Stato in una area urbana con una forte presenza criminale, consentendo di restituire gli alloggi ai legittimi assegnatari”.

E su Facebook la sindaca Virginia Raggi ha scritto: “Non possiamo permettere che all’interno delle case popolari ci viva chi non ha diritto. Per questo motivo l’operazione di questa mattina è stata fondamentale. A Tor Bella Monaca cento uomini della Polizia Locale insieme ad altre Forze dell’Ordine hanno sgomberato alcuni alloggi Ater che erano occupati abusivamente. All’interno sarebbero stati trovati anche un esponente del clan Moccia con la moglie. Ora gli appartamenti saranno riconsegnati ai legittimi assegnatari, come e’ giusto che sia. La lotta per il ripristino della legalita’ deve andare avanti, sempre #ATestaAlta. Grazie al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, al prefetto di Roma Matteo Piantedosi, alle Forze dell’Ordine e a tutti coloro che stanno lavorando a questa operazione”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, che ha ribadito l’impegno della Regione insieme con l’Ater nell’investire “milioni di euro per rifare le torri e migliorare la qualita’ della vita”. “Oggi – ha aggiunto – si segna un punto importante a difesa della Roma che difende la legalità. Ora quegli appartamenti andranno a chi ne ha diritto. Il nostro intervento si basa sull’investimento di milioni per la qualità della vita e per dare le case che stiamo rifacendo a chi ne ha diritto e non a chi con prepotenza se ne era appropriato”.

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