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Cronaca

Muore dopo il parto: aperta un’inchiesta

Muore dopo il parto: aperta un’inchiesta sul decesso avvenuto all’ospedale di Nola della 35enne di Poggiomarino Clara Pinto


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muore dopo il parto

Muore dopo il parto: aperta un’inchiesta.

Muore dopo il parto: aperta un’inchiesta sul decesso avvenuto all’ospedale di Nola della 35enne di Poggiomarino Clara Pinto. Sarà l’inchiesta della Procura di Nola a fare luce e a stabilire eventuali colpe mediche per la morte di Clara Pinto, 35 anni di Poggiomarino, morta sabato sera per arresto cardiaco nell’ospedale di Nola.

Muore dopo il parto: aperta un’inchiesta.

Poco dopo l’alba di sabato Clara aveva dato alla luce Mattia Gennaro, il suo primo figlio, dopo quattro giorni di stimolazioni. Ma nella prima serata dello stesso giorno è morta. Intorno alle 17,30- come riporta Il Mattino- Clara aveva mandata un messaggio via Whast App alla cugina: “Sono distrutta”. E’ probabile che sentiva dentro di se che qualcosa non andava. E purtroppo così è stato.

Ora la famiglia, che ha presentato una denuncia, vuole capire cosa è accaduto e se ci sono responsabilità da parte di qualcuno visto che il piccolo Mattia Gennaro crescerà senza aver mai sentito le carezze, il calore l’amore della mamma. I carabinieri, su disposizione della Procura di Nola, che sta coordinando le indagini hanno  sequestrato a cartella clinica e la salma, che è stata trasferita al Policlinico di Napoli, dove sarà sottoposta all’autopsia.

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Muore dopo il parto: aperta un’inchiesta.

Nei prossimi giorni come atto dovuto arriveranno gli avvisi di garanzia per medici e personale sanitario che hanno seguito Clara nella gestazione e nel suo percorso ospedaliero. I medici e i periti che effettueranno l’autopsia dovranno stabilire come è morta e perchè una giovane donna di 35 anni.

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Cronaca

Vesuvio, 3 incendi in poche ore a Somma Vesuviana

Il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno, ha fatto evacuare due aziende all’interno delle quali erano custodite alcune bombole di ossigeno.

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Tre incendi sono divampati in poche ore in diversi punti della citta’ di Somma Vesuviana.

Il sindaco, Salvatore Di Sarno, ha fatto evacuare due aziende all’interno delle quali erano custodite alcune bombole di ossigeno. Lo rende noto lo stesso Di Sarno che parla ora di “regia occulta tesa a distruggere il patrimonio naturalistico locale”. I tre incendi, dei quali uno ha costeggiato anche la linea ferroviaria Napoli-Sarno della Circumvesuviana, seguono quello divampato due giorni fa nello stesso comune, su un versante del Monte Somma, nell’area protetta del Vesuvio, ed altri nove avvenuti nella stessa settimana.

“In poche ore tre incendi in tre punti diversi del paese – ha detto Di Sarno – Non puo’ essere una casualita’. C’e’ una regia occulta che vuole distruggere il patrimonio boschivo del paese. Chiedo ai cittadini di restare con le finestre chiuse almeno per qualche ora. E’ il momento dell’unita’ dinanzi a questo attacco. Siamo a ben 13 incendi in una settimana. Somma e’ presa d’assalto da piromani perche’ non credo sia normale quanto stia accadendo. Dobbiamo tenere gli occhi aperti e non e’ escluso che possano esserci rifiuti bruciati come la plastica. Stiamo facendo tutti i sopralluoghi ed abbiamo dovuto evacuare anche due aziende che erano in possesso di bombole di ossigeno nei pressi delle aree colpite da incendi.

Le fiamme in alcuni casi sono arrivate sulla strada e non distanti dalle abitazioni. A Rione Trieste la parte colpita era proprio nella zona centrale del quartiere. In questo momento gli incendi sono in corso ancora. Per quanto riguarda la superstrada 268, coloro i quali giungono da Angri devono uscire a Somma – Cupa di Nola, mentre chi arriva da Napoli deve uscire a Somma Vesuviana – Via Pomigliano. Sui luoghi ci sono Vigili del Fuoco, Vigili Urbani, Protezione Civile, SMA”.

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