Salerno, operai della discarica di Caggiano ‘furbetti del cartellino’: 9 misure cautelari

False attestazioni di presenza in servizio e #truffa aggravata e continuata in danno della Regione Campania sono i reati contestati agli #operai della #discarcia di #Caggiano

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Fabio Testa

Salerno, operai della discarica di Caggiano ‘furbetti del cartellino’: 9 misure cautelari

False attestazioni di presenza in servizio e truffa aggravata e continuata in danno della Regione Campania sono i reati che la procura di Lagonegro contesta a nove operai impiegati presso la ex discarica Rsu di Caggiano, nel Salernitano, destinatari di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla pg emessa dal gip del tribunale di Lagonegro ed eseguita, oggi, dai carabinieri del Noe di Salerno.

Gli operai, già dipendenti della Ergon, su mandato della Regione Campania, erano impiegati dal consorzio unico di Bacino Napoli – Caserta per la riqualificazione ambientale del sito con il compito di manutenere la discarica e, in particolare, di controllare i livelli di percolato prodotto.

Le indagini, avviate nella primavera dello scorso anno, “hanno invece consentito di documentare, mediante prolungati servizi di osservazione e riscontri documentali, la costante assenza dal servizio degli operai e l’indebita percezione degli emolumenti stanziati dalla Regione mediante comunicazioni fittizie di presenza in servizio”, si legge in una nota.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la prassi prevedeva che il referente del sito comunicava al consorzio unico di Bacino i fogli di presenza che avrebbero attestato fittiziamente la presenza in servizio degli altri dipendenti, mentre di fatto la discarica restava chiusa.

Le comunicazioni sarebbero avvenute tramite WhatsApp entro la prima ora dall’inizio del turno di lavoro, cui seguiva, ogni settimana, la trasmissione dei fogli di presenza ritenuti mendaci, che sarebbero stati raccolti dallo stesso referente del sito, agli uffici del consorzio. Per l’accusa, gli indagati avrebbero approfittato “di una pressoche’ inesistente azione di controllo sul loro operato”, non si sarebbero curati della manutenzione della discarica e avrebbero cagionato un “consistente pregiudizio all’ambiente”.

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Fabio Testa

Fabio Testa, 28 anni, laureato in sociologia. Appassionato della cultura napoletana e dei fenomeni della tradizione popolare. Gli piace il cinema d'autore. E' grande tifoso del Napoli

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