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Falsi disabili, in 34 a rischio processo a Caserta

Caserta. In 34 saranno davanti al giudice dell’udienza preliminare a inizio luglio nell’ambito dell’inchiesta sulla truffa all’Inps. A rischiare il rinvio a giudizio sono Andrea Isernia, 58 anni, di Caserta, avvocato; Antonietta Sorbo, 80 anni, di Casapulla, titolare di patronato; Elpidio Santonastaso, 62 anni, di Caserta, dipendente del Comune di Caserta; Arcangelo Mazzacapo, 59 anni, di Caserta, funzionario dell’Inps; Giuseppe Gesumaria, 82 anni, di Caserta; Massimo Nuzzo, 63 anni, di Santa Maria Capua Vetere, medico nel reparto Neurologia di Caserta;

Alfonso Pisaturo, 60 anni, di Piedimonte Matese, medico nel reparto Geriatria dell’ospedale di Caserta; Antonio Vinciguerra, 60 anni, di Caserta, medico del reparto Medicina dell’ospedale di Caserta; Maurizio Marra, 61 anni, di Caserta, medico del reparto Neurologia dell’ospedale di Caserta; Serafina Mincione, 49 anni, di Formicola;

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Nicola Vaiano, 62 anni, di Portico; Fausta Maria Concetta Vitadamo, 59 anni, di Caserta; Francesco Piccirillo, 40 anni, di Macerata Campania; Clemente Piscitelli, 66 anni, di Cervino; Venera Smeragliuolo, 62 anni, di Marcianise; Mario Negro, 59 anni, di Marcianise; Francesca Gravina, 56 anni, di Portico; Mario Terrigno, 61 anni, di Monteforte in provincia di Latina; Celestina De Felice, 86 anni, di San Prisco; Lucia Milena Verrilli, 49 anni, di Mondragone; Vincenzo Pasquariello, 76 anni, di Recale; Maria Merola, 49 anni, di Casapulla; Annina Raucci, 85 anni, di Marcianise; Rosa Stellato, 83 anni, di Macerata Campania; Enrichetta Dell’Oste, 75 anni, di Casapulla; Angelina Moro, 80 anni, di Curti; Vincenzina Petrazzuolo, 88 anni, di Caiazzo;

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Teresa Russo, 42 anni, di Marcianise; Pietro Edattico, 46 anni, di Marcianise; Michele De Simone, 89 anni, di San Nicola La Strada; Anna De Siato, 73 anni, di Piana di Monte Verna; Angela Macchiarella, 60 anni, di Caserta; Giuseppe Del Monaco, 66 anni, di Caserta e Felice Mezzullo, 59 anni, di Caserta. Nel collegio difensivo l’avvocato Claudio Sgambato, Gerardo Marrocco, Giuseppina Mascia, Giuseppe Stellato, Federico Simoncelli, Stefano Vaiano, Carmine Nacca, Umberto Elia e Angelo Raucci.

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A novembre dell’anno scorso la Procura della Repubblica, al termine dell’indagine delegata ai finanzieri della Compagnia di Caserta, ha emesso l’avviso di conclusione delle indagini per 40 soggetti, ma la posizione di 6 di questi (Concetta De Luca, 82 anni, di Caserta, Anna Antonia Belformato, 79 anni, di Curti, Annina Altieri, 87 anni, di Caiazzo, Cinzia Marchitto, 56 anni, di Caserta, Valeria Rita Scialdone, 42 anni, di Caserta, e Maria Tavano, 92 anni, di Santa Maria Capua Vetere) è stata archiviata. Gli altri 34 sono indagati, a vario titolo, con l’accusa di aver truffato l’Inps per ottenere illecitamente prestazioni economiche nel settore delle invalidità civili. Gli accertamenti investigativi, svolti anche con intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno permesso di individuare un’associazione a delinquere capeggiata dall’avvocato Isernia del foro di Santa Maria Capua Vetere che gestiva illecitamente numerose pratiche previdenziali e assistenziali per far ottenere ai propri clienti il riconoscimento, anche in via giudiziale, di assegni e pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento non dovute, grazie all’utilizzo di false certificazioni mediche e false perizie medico-legali.

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Nove indagati sono ora accusati di aver fatto parte di un vero e proprio gruppo criminale, seppure con ruoli e responsabilità ben definite: l’avvocato casertano Isernia, promotore e organizzatore del sistema truffaldino che gestiva, direttamente o indirettamente, le pratiche per il riconoscimento dell’invalidità civile, pretendendo, in caso di esito favorevole, il 40-50% delle somme liquidate giudiziariamente;

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Sorbo, titolare di un patronato a Casapulla, che reclutava soggetti interessati ad ottenere illecitamente le provvidenze pubbliche; Santonastaso, dipendente del Comune di Caserta, che reclutava anch’esso possibili “clienti” per l’associazione e forniva ai propri sodali informazioni anagrafiche di cui veniva in possesso per il ruolo ricoperto nell’ente locale; Mazzacapo, funzionario dell’Inps, all’epoca con delega a rappresentare l’Istituto di Previdenza Sociale nel contenzioso giudiziario, di fatto collaboratore dello studio professionale dell’avvocato promotore del sistema illecito, al quale forniva anche informazioni riservate in cambio di una remunerazione fissa mensile; un collaboratore dello studio legale, che teneva i rapporti con i medici compiacenti; i quattro medici, di cui un cardiologo e un neurologo in servizio all’ospedale di Caserta e un geriatra e un neurologo in servizio presso l’Asl di Caserta e operanti presso i poliambulatori di Piedimonte Matese e di Caiazzo, che rilasciavano certificazioni false, talora ricevendo in cambio somme di denaro, quantificabili in 150-250 euro a certificato.

Il modus operandi era ben collaudato: trovati i soggetti interessati, il funzionario dell’Inps preparava i ricorsi contro il suo stesso Ente di appartenenza che venivano poi prodotti in giudizio dall’avvocato.

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A seguire, venivano attivati i medici che producevano le false certificazioni necessarie ad attestare la sussistenza di patologie inesistenti o più gravi di quelle realmente sofferte, di tipo cardiologico, geriatrico e neurologico, al fine di far risultare falsamente un grado di invalidità idoneo a far raggiungere le percentuali richieste dalla normativa di settore per l’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali non dovute. Detta documentazione sanitaria veniva poi utilizzata nel contenzioso contro l’Inps, inducendo così in errore i giudici del Lavoro che, a seguito delle indicazioni fomite dai Ctu, condannavano l’Inps ad erogare somme di denaro ai ricorrenti, a titolo di arretrati e di indennità di accompagnamento. Sono 27 i casi risalenti al 2016. Coinvolto un agente di polizia della Procura di Santa Maria C.V. per il certificato della moglie.


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