Al Var bisogna andare sempre, quando l’episodio è dubbio, oppure tocca all’assistente al video richiamare l’attenzione di chi dirige.

“Sono le indicazioni, chiarissime, che ho dato ai miei”, ha sottolineato , di Serie A e B, in un’intervista al ‘Corriere dello Sport’. “Ha sbagliato così come l’avar. Lo sanno benissimo anche loro – ha aggiunto tornando sugli episodi di Juventus-Napoli – Io sono sempre stato favorevole alla tecnologia, assurdo che alle soglie del 2020 l’unico a non rivedere le immagini fosse proprio l’arbitro”.

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A proposito della novità del fuorigioco tecnologico, l’ ha spiegato che “il fuorigioco è un fatto oggettivo, la tecnologia può risolvere il problema delle interferenze nell’azione – ha aggiunto – In altre parole, il calciatore diventa macchina, vettore, si è così in grado di stabilire con precisione il momento della partenza del pallone e la posizione, nello stesso istante, di chi attacca”. Il “sogno” di Rizzoli però è un altro.

“Un deciso passo avanti lo farà compiere il chiarimento live. L’obiettivo è quello di riuscire a comunicare, in tempo reale, con l’esterno la decisione che si è appena presa, la motivazione della scelta – ha concluso – Naturalmente anche quella del Var”.



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