Camorra, così la famiglia Sibillo requisì la cappella votiva per il figlio

La Cappella votiva già esisteva ed era dedicata “alle anime del purgatorio”. I familiari di Emanuele Sibillo costrinsero l’amministratore del condominio ad utilizzarlo ad uso proprio

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Il ‘palazzo della buonanima’, cosi’ lo chiamavano gli affiliati, l’altarino eretto “per l’anima di Emanuele”, come Anna Ingenito, madre di Emanuele Sibillo disse un anno fa all’amministratore di condominio quando questi chiese il motivo per il quale era stata creata una cappella votiva davanti all’edificio in cui la famiglia abita nel cuore dei Decumani di Napoli.

L’amministratore non ha potuto far nulla per far valere i diritti dei condomini, perche’ prima che morisse Sibillo, la cappella votiva era usata per “le anime del purgatorio” ed esisteva gia’. Morti di morte naturale che, come vuole la tradizione napoletana, vengono onorati con fotografie, fiori e preghiere per “espiare i peccati”. Il padre e la madre del baby boss, morto non ancora 20enne in un agguato, Vincenzo e Anna Ingenito, sono indagati per estorsione, perche’ secondo la Dda, che ha ottenuto il sequestro della cappella votiva con il mezzo busto e le ceneri del boss ucciso, avrebbero assoggettato con la forza intimidatrice del clan i condomini, che hanno dovuto rinunciare all’altarino che tutto il vicolo amava.

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Dal 2 luglio del 2015, giorno dell’omicidio di Emanuele, caduto nella faida tra il clan Sibillo, legato ai Contini e all’Alleanza di Secondigliano, e i Buonerba, legati ai Mazzarella, quell’altarino con la Madonna fu requisito. Fu ristrutturato con fregi in marmo, furono rimosse le foto degli altri defunti, e posto un mezzo busto e le ceneri del ras. Il portone fu poi rifatto in alluminio dorato e chiuso a chiave con un lucchetto con le iniziali ES.

(nella foto il busto di Emanuele Sibillo portato via dai carabinieri dopo lo smantellamento dell’altarino e nei riquadri a partire dalla sinistra in alto i tre capi Antonio Napoletano o ‘nannone, Giovanni Matteo, Giuseppe Gambardella, Lino Sibillo, Maria Sabatelli; nella seconda fila Alberto Volpe, Antonio Iodice, Giosuè Napoletano, Gaetano Portanova e Assunta Manzo; nella terza fila Fabio Rivieccio, Carmela Napoletano, Pietro Perez, Giovanni Ingenito e Anna Ingenito; nella quarta fila Giuseppe Rossi, Nunzia Ingenito, Simone Montanino, Valentina Mattei e Vincenza Carrese)