Peculato continuato sottratti 200mila euro al Comune di Valle di Maddaloni

Sequestrate 2 villette e conti correnti ad ex dirigente

Peculato continuato sottratti 200mila euro al Comune di Valle di Maddaloni. Sequestro beni a un funzionario.

I Carabinieri del Comando Stazione Carabinieri di Valle di Maddaloni, all’esito di prolungate attività d’indagine, dirette dalla Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal GIP del locale Tribunale, di 2 conti correnti accesi presso altrettanti istituti di credito nonché di 2 villette site nel Comune di Valle di Maddaloni, il tutto del valore complessivo pari a 200.000 euro circa, nei confronti di Pasquale Saccone, già funzionario dell’area finanziaria e del servizio economato di quel Comune e, successivamente ai fatti in questione, licenziato da quell’Amministrazione.

L’attività investigativa avviata a luglio 2019, anche attraverso attività tecnica ed info-investigativa, aveva consentito di disvelare l’attività illecita posta in essere dal citato dirigente il quale, avendo per ragioni del suo ufficio o servizio la disponibilità di denaro, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, se ne appropriava per un importo complessivo pari a 164.534,00 euro, nell’arco temporale dal 2010 al 2019 (ipotesi delittuose riconducibili nell’ambito delle fattispecie incriminatrici del peculato continuato). Tale situazione ha contribuito a determinare la forte posizione debitoria in cui versa quell’Ente, attualmente in dissesto finanziario.

Nella fattispecie la condotta criminosa dell’indagato si concretizzava mediante l’accensione di finanziamenti personali, omettendo di applicarne le relative trattenute sulla propria retribuzione mensile; premi non dovuti e false maggiorazioni degli importi relativi alla propria retribuzione mensile; l’indebita appropriazione dei fondi destinati alle spese dell’economato.
In ultimo, nel luglio del 2020, al fine di non restituire la somma di denaro sottratta al Comune negli anni, l’indagato fingeva di separarsi legalmente dalla moglie, alla quale trasferiva tutti i suoi immobili. Il Gip accogliendo la richiesta della Procura, dava atto della natura simulata di tale trasferimento e disponeva il sequestro di due villette, in caso di incapienza dei conti correnti intestati al dipendente pubblico infedele. Nominava, altresì, un amministratore giudiziario, al fine di procedere alla gestione dei beni.

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A. Carlino

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