Il commosso ricordo del Procuratore Capo di Napoli. La sua carriera: le inchieste e il sequestro del tesoro di Zagaria


Lo dichiara, in una nota, il procuratore di Napoli, Giovanni Melillo, che cosi’ esprime il suo cordoglio per la scomparsa del collega e amico Luigi Frunzio, procuratore aggiunto di Napoli, deceduto all’eta’ di 62 anni, dopo battaglia contro il Covid durata alcuni mesi. “Un magistrato dalle doti rare – sottolinea il procuratore di Napoli – per prudenza di giudizio e rigore nelle valutazioni. Ma anche di grande umanita’. Era amato da tutti gli uomini e le donne del nostro ufficio. Abbiamo tutti perso un amico e un punto di riferimento insostituibile. E’ un giorno tristissimo per tutti noi”.
“L’Amministrazione comunale di Napoli è vicina alla famiglia ed alle colleghe e colleghi di Luigi Frunzio, procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Napoli scomparso oggi, e ne ricorda il grande impegno e la profonda dedizione al lavoro che lo ha portato nella sua lunga carriera ad occuparsi di delicati ed importanti procedimenti penali”. E’ quanto si legge in una nota del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.
Si era occupato, nel corso della sua carriera, non solo di indagini sui clan della camorra, ma anche della vicenda rifiuti. A lui era stato affidato il coordinamento delle indagini della Dda relative ai territori della provincia di Caserta. Nel marzo scorso era stato nominato dal procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, come suo vicario.
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Luigi Frunzio, aveva avuto altri due figli da un precedente matrimonio con la signora Margherita: Gaia, che ora e’ notaio, e Vincenzo. Entrambi sono stati molto vicini al padre, durante la sua drammatica malattia. Sono innumerevoli le indagini che il procuratore aggiunto e il coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha portato avanti insieme con i suoi magistrati, affiancato dal procuratore Giovanni Melillo. Molte hanno riguardano il clan dei Casalesi e l’infiltrazione della mafia campana nell’imprenditoria. Le ultime attivita’ coordinate dal magistrato scomparso oggi all’eta’ di 64 anni, hanno riguardato anche i tentativi della criminalita’ di organizzata di insinuarsi nelle amministrazioni pubbliche attraverso il voto di scambio. Anche l’affare rifiuti della camorra era finito nel mirino del procuratore aggiunto Frunzio.
Di recente, sotto il suo coordinamento, la Procura Antimafia partenopea ha messo a segno, tra l’altro, il sequestro del cosiddetto “tesoro” del superboss ergastolano del clan dei Casalesi Michele Zagaria, composto da appartamenti, ville di lusso, societa’ e centri benessere, per un valore di decine e decine di milioni di euro, individuato dagli inquirenti a Pitesti, in Romania. Luigi Frunzio, infine, fu il sostituto procuratore che, nel 1991, decise di archiviare l’inchiesta a carico di Diego Armando Maradona relativa alla presunta frode fiscale relativa ai compensi percepiti dal calciatore argentino durante i suoi sette anni di permanenza a Napoli.
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