Comune di Pompei: Rombo di tamburi o venti di guerra?

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Qualche giorno fa il Sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio ha promulgato un’Ordinanza Sindacale con cui ha chiuso le scuole di Pompei fino al 14 febbraio compreso. Non è un caso che il Carnevale nostrano e il giorno di San Valentino siano stati ricompresi nella chiusura, perché erano anni che in quei giorni di fatto le scuole erano disertate o la città di Pompei sottoposta a stress da “uscita anticipata”.

Per la verità la causa scatenante della opportuna decisione è da ricercarsi nell’accensione di numerosi piccoli e grandi focolai segnalati dall’ASL in diversi istituti scolastici di Pompei del comprensorio ,con cui gli “scambi” di flussi scolastici sono intensi e consolidati da tempo.
Ma alla stampa, appositamente, convocata presso il Comune a ritmo ormai costante, il Sindaco ha rivolto un espresso invito a farsi da portavoce per scoraggiare la movida che già stava dando segni di ripresa nelle serate scorse, pur nel gelo di questo Gennaio piovoso e freddo. E noi lo facciamo, indirizzando la nostra esortazione a Bar, Ristoranti, Pizzerie e Pizzetterie a rispettare la legge, pur tenendo ben presente il fatto che rappresentano la categoria più massacrata, sul piano economico, da questo maledetto Virus.
Intanto si addensano nubi e si profilano venti di guerra per bande sull’operato degli ultimi anni del Comune di Pompei in materia edilizia e di edilizia commerciale “equivoca”.
Dobbiamo dire subito che si tratta di atti di precedenti amministrazioni, negli anni scorsi.
Non sappiamo però quanto profonda sia stata la gola di chi ha parlato o sia stata acuminata la penna di chi ha scritto, denunciando fatti e misfatti.
Né crediamo che l’unica gola profonda a parlare o l’unico a scrivere sia stato soltanto l’ex funzionario, che dimettendosi troncò di netto il proprio ruolo di Dirigente presso l’U.T.C. di Pompei. Certo è che, stando anche a varie notizie di stampa, si sa che alcuni Uffici del Comune di Pompei sono stati visitati una decina di giorni fa da organi di polizia giudiziaria attivata dalla Procura oplontina, i quali hanno estratto atti e copie da fascicoli.
Se proprio la dobbiamo dire tutta la nostra verità, ebbene sì, noi ce lo aspettavamo.
Ce lo aspettavamo per l’astiosa chiusura della lunga campagna elettorale, la quale però si era conclusa con una vittoria netta dell’attuale sindaco sull’altro candidato sindaco, l’avvocato Domenico Di Casola, comunque con circa tremila voti di distacco.

E neppure dimentichiamo che l’ultimo Commissario prefettizio, peraltro un ex Questore, oltre che ex Prefetto, ha lasciato lo scranno più alto del Comune di Pompei soltanto qualche mese fa, appena dopo le elezioni amministrative.
D’altra parte i tempi della Giustizia sono lenti, ma spesso sono anche inesorabili.
Denso di nubi foriere di venti di guerra trasversali appare essere anche il fronte – caldo a forza di comunicati stampa e non – tenuto vivo dalla consigliera comunale Luisa De Angelis che attacca a tutto spiano anche lei l’UTC. La entità dei problemi, però, a nostro avviso appare troppo modesta per non farci pensare che dietro questi mal di pancia ci sia dell’altro.
A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina, diceva il divino Giulio Belzebù Andreotti.
Una precedente interpellanza della De Angelis riguardava infatti il Progetto EAV e i sottopassi della discordia, recentemente “benedetti” dallo stesso Presidente Vincenzo de Luca in persona, venuto a Pompei ad inaugurare i lavori di riqualificazione della Via Lepanto, attualmente in corso.
Intanto i media hanno raccontato di una riunione in Regione Campania dei due Comitati pompeiani che avrebbero chiesto di nuovo l’interramento della linea ferrata, a nome di qualche centinaio di persone che abitano nella zona Crapolla e Via Nolana.
Un modo come un altro per dire No EAV e NO Sottopassi, strafottendosene del fatto che la Città di Pompei – che conta circa venticinquemila abitanti – possa perdere un intervento di riqualificazione territoriale dell’importo di circa sessantacinque milioni di Euro, senza gravami per il Comune.
Né emerge uno straccio di proposta per ipotesi progettuali condivisibili di sovrapassi “aperti”, assistiti da montapersone meccanici, lasciando alle sottovie carrabili la sola funzione di smaltimento del traffico veicolare, salvo situazioni eccezionali.
Il recente tentativo di stupro avvenuto nel sottopasso pedonale della Stazione Circum di Villa dei Misteri è stato colto al volo per dare fiato alle trombe della lamentazione improduttiva. Ma nessuna delle prefiche ha detto che in quel sottopasso pedonale – che ha circa mezzo secolo – è la prima volta che si verifica un episodio così bieco, per quanto si sa.
E’ tanto vero ciò che scriviamo che la lamentazione si è spostata anche sui tempi di riattivazione di uno dei sottopassi carrabili che portano al centro commerciale La Cartiera.
Chiudiamo riferendo, per dovere di cronaca, che un gruppo di tecnici pompeiani sta studiano la ipotesi dello sfruttamento della canna cementizia dell’ex Canale Sarno, come sede stradale o ferroviaria di collegamenti “metropolitani” tra Pompei e Zona Cangiani di Boscoreale in alternativa all’attuale tratto di linea EAV. Rullano i tamburi, insomma.
Ma – anche in questo caso – l’EAV è il convitato di pietra.

    Federico L.I.Federico



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