

foto da facebook
“Non e’ vero che le Regioni vogliono misure piu’ morbide. Noi vogliamo misure restrittive”. Cosi’ il presidente della Campania Vincenzo De Luca nella consueta diretta social del venerdi’. “La Campania sostiene linea di rigore. In queste settimane ci giochiamo il futuro del nostro Paese. Alcune regioni del Nord a giugno e maggio hanno cominciato la pressione per la riapertura, il risultato e’ che oggi la pressione sulle al Sud e in Campania e’ cresciuta esponenzialmente. Oggi sono 140 terapie le intensive occupate in Campania, il doppio rispetto ad altre regioni del Nord. Vogliamo aprire tutto ma per sempre, senza richiudere tra una settimana o rischiare di arrivare impreparati a gennaio, quando c sara’ anche il picco influenzale”. “Natale e Capodanno – sottolinea De Luca – quest’anno non esistono: si’ al raccoglimento familiare e religioso ma non devono esserci le feste normali” .
“Nella vicenda della zona rossa al camp Rom di Scampia ci stiamo sostituendo, come Regione Campania, Asl Napoli 1 e Protezione civile, al Comune di Napoli. Il Comune e’ inesistente – prosegue – non e’ in grado di fornire neanche un bagno chimico”.
“Per quanto riguarda noi meridionali, in maniera brutalmente chiara, le ipotesi del governo” sull’uso dei fondi europei” configura un ennesimo furto nei confronti delle regioni meridionali”, ha spiegato De Luca, nel corso della diretta Facebook. E poi ha aggiunto: “Ci dobbiamo preparare – ha sottolineato – nei prossimi giorni vedremo di proporre un incontro con altre regioni del sud per mettere in campo una risposta istituzionale forte, anche per verificare se i parecchi ministri campani diano cenni di esistenza oppure no”.
“Siamo la prima regione d’Italia nel tempo di attesa tra sintomi e diagnosi, ci mettiamo 24 ore, unica regione d’Italia. Abbiamo il tasso piu’ basso in Italia per decessi Covid – ha aggiunto – nelle terapie intensive ci sono 140 ricoveri, nessun nuovo ricovero, siamo alla meta’ dei ricoveri del Veneto, meno della meta’ del Piemonte, un terzo della Lombardia, la meta’ dell’Emilia e del Lazio. Abbiamo ospitato in questi giorni tutti i nostri pazienti nelle strutture ospedaliere, non abbiamo mandato i pazienti nelle palestre, nelle sagrestie, non li abbiamo messi sui materassini a terra ma ospitati con dignità”.
“Siamo in guerra e abbiamo di fronte un mese di gennaio che è decisivo. Il mese di gennaio è decisivo per due ragioni – ha affermato – la prima è il picco influenzale, la seconda è perché se abbiamo una ripresa forte di contagio ed esplosione influenza normale, non avremo la possibilità di fare la vaccinazione anti covid”.”Se gennaio non è sotto controllo, a catena avremo prolungamento problema contagi per mesi e mesi – ha concluso -. È per questo che dobbiamo avere la forza di essere rigorosi al massimo”.
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