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Caserta e Provincia

Muore a 45 anni per covid dipendente pubblico di San Nicola la Strada.

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Muore a 45 anni per covid dipendente pubblico di San Nicola la Strada.

Quarta vittima covid a San Nicola la Strada. Il sindacoVito Marotta lo ha ricordato sulla sua pagina facebook:  “Stasera però è il tempo del silenzio nel rispetto di un Amico perbene e generoso, sempre al mio fianco, al fianco della nostra Città, fino a poche ore fa. Sempre un amico perbene e generoso, sempre al mio fianco, al fianco della nostra città”

La vittima è un 45enne dipendente del Provveditorato agli Studi di Caserta, le cui condizioni fisiche erano peggiorate negli ultimi giorni dopo essere stato contagiato da questo terribile virus. E’ la vittima più giovane più giovane di San Nicola. Ad oggi, nella città alle porte di Caserta, si contano ancora 225 attualmente positivi al coronavirus.



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Attualità

Prosciugano il conto corrente a una pensionata al Nord: denunciata banda di casertani

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Prosciugano il conto corrente a una pensionata al Nord: denunciata banda di casertani.

Gli agenti del commissariato di Adria, nel Rodigino, hanno denunciato una banda di otto persone, tutte residenti nel Casertano, per “accesso abusivo al sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona, riciclaggio di denaro e concorso in reato”. I sette uomini e la donna sono accusati di aver derubato una pensionata polesana di 40mila euro che erano l’intero ammontare dei suoi risparmi. L’indagine della polizia adriese è scattata quando una pensionata ha denunciato il furto dal suo conto corrente.

La vittima aveva aggiunto che il suo telefono aveva smesso di funzionare e il suo gestore l’aveva informata che qualcuno, a suo nome, aveva denunciato lo smarrimento della sim, richiesto l’attivazione e la consegna di una nuova scheda. Gli investigatori hanno subito pensato che si trattasse di una ‘sim swap’, ossia una frode informatica iniziata mediante un attacco hacker finalizzato a carpire i dati bancari ed anagrafici della titolare del conto bancario e i codici dell’home banking.

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E’ scatta così la ricerca del negozio di telefonia coinvolto (involontariamente) nella frode e, una volta trovatolo, sono state passate al setaccio le immagini di video sorveglianza. Parallelamente sono stati individuati gli sportelli bancari dove i malviventi avevano effettuato i prelievi. Le immagini acquisite sono state comparate per dare un volto ai truffatori, che sono stati rintracciati anche nell’archivio fotosegnaletico della polizia.

Infine, su delega della procura distrettuale di Napoli, competente per materia e territorio, sono stati eseguiti otto decreti di perquisizione personale e domiciliare, con contestuale avviso di garanzia, ai danni di altrettanti indagati, tra cui una donna, quasi tutti con precedenti specifici. Durante le perquisizioni, sono stati trovati i computer utilizzati per la truffa e carte di debito e credito adoperate per compiere le frodi. La banda è stata quindi accusata di “accesso abusivo al sistema informatico, frode informatica, sostituzione di persona, riciclaggio di denaro e concorso in reato”.

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