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Caserta e Provincia

Coronavirus: 4 vittime nell’Agro Aversano, lutto nel mondo della scuola: deceduta prof di 56 anni

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Aversa – La seconda ondata di coronavirus continua a mietere vittime nella Provincia di Caserta, soprattutto nell’area dell’Agro Aversano.

Proprio ad Aversa, in queste ultime ore, vengono comunicati altri due decessi. Il sindaco, Alfonso Golia, attraverso una nota aggiorna la popolazione sulla situazione attuale in città:

“I casi positivi nella nostra città sono attualmente 1112. Nella giornata di oggi sono stati 81 i guariti, 47 nuovi positivi e purtroppo due deceduti ai cui familiari vanno le mie condoglianze. Come sapete insieme agli altri sindaci ci confrontiamo quotidianamente sulla gestione dell’emergenza e abbiamo sollevato delle perplessità al governatore De Luca in vista del 24, data in cui si prevede di riprendere, solo per alcune classi, la didattica in presenza. Decideremo insieme cosa fare. Vi informo che sabato, come prevede il dpcm del 3 novembre, la fiera settimanale si svolgerà solo per il settore alimentare.”

Sempre ad Aversa un grave lutto colpisce l’Istituto Tecnico Economico “Alfonso Gallo” ad Aversa. E’ deceduta la professoressa Tina Iovine, 56 anni, portata via dal Covid.

E’ la preside, Vincenza de Ronza, a ricordare la docente con una messaggio di cordoglio da parte di tutto l’Istituto. “La Comunità educante dell’Istituto Tecnico Economico “Alfonso Gallo” piange la perdita della professoressa Tina Iovine. In questi tempi di dolorosa distanza, esprime la sua affettuosa vicinanza alla famiglia”.

A Cesa è deceduta una paziente residente in paese, la quale aveva contratto il coronavirus. Lo ha comunicato il sindaco Enzo Guida: “Questa epidemia non lascia scampo. Una nostra concittadina, ricoverata in ospedale, non è riuscita a vincere la sua battaglia contro il Covid-19. E’ una giornata triste. Purtroppo questo virus quando colpisce le persone più deboli, più fragili, si insinua nel corpo in maniera micidiale. Dobbiamo tutelare queste categorie, le persone anziane e quelle che hanno già patologie. Pensiamo a loro quando non indossiamo la mascherina, pensiamo a loro quando facciamo assembramenti, pensiamo a loro quando assumiamo comportamenti non corretti. Pensiamo a chi ci ha lasciati per via di questo maledetto virus“.

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Attualità

Belen indossa le mascherine fatte dai detenuti casertani

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foto da canale 5

Belen indossa le mascherine fatte dai detenuti casertani. I dispositivi realizzati nella casa circondariale “Uccella” arrivano alla finale di “Tù sì que vales”.

Le mascherine prodotte all’interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere, per la giornata internazionale contro la violenza sulle donne (celebrata mercoledì 25 novembre), arrivano a “Tù sì que vales”. I dispositivi di protezione individuale, realizzati dai detenuti dell’istituto penitenziario ‘Francesco Uccella’, sono stati indossati dai conduttori (Belén Rodríguez, Martìn Castrogiovanni e Alessio Sakara) e dai giudici (Maria De Filippi, Gerry Scotti, Rudy Zerbi, Teo Mammucari e Sabrina Ferilli) in occasione della finale del talent show in onda su Canale 5.

Le mascherine chirurgiche (nere con scritta rossa ‘Stop alla violenza sulle donne’) sono state realizzate a mano nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere nell’ambito dell’iniziativa ‘#Ricuciamo’, progetto nato dalla partnership fra il ministero della Giustizia-Dap e il commissario straordinario di governo per l’emergenza Covid-19, sottoscritto il 26 maggio scorso dal Guardasigilli Alfonso Bonafede e dal commissario Domenico Arcuri.

Sagomate e in tessuto, le mascherine sono state cucite da una decina di detenute del laboratorio sartoriale della sezione femminile dell’istituto, che dallo scorso mese di ottobre si sono appositamente dedicate alla produzione delle mascherine per celebrare la Giornata contro la violenza sulle donne.

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Caserta e Provincia

Jabil, i sindacati: ‘Chiarezza sull’ alleanza industriale’

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Foto di repertorio

I sindacati dei metalmeccanici chiedono chiarezza sul progetto di alleanza industriale tra il gruppo Seri e la Softlab, annunciato nei giorni scorsi da Softlab, ma che per ora non ha trovato conferme ufficiali; un progetto che potrebbe in teoria risolvere in un “colpo solo” le vertenze “casertane” della Jabil di Marcianise e dell’ex Indesit, oggi Whirlpool, di Teverola, con circa 230 lavoratori coinvolti.

Le segreterie provinciali di CASERTA di Fim-Cisl, Fiom-Cigl e Uilm, parlano in una nota congiunta di “poca concretezza in merito alla realizzazione di un polo tecnologico di eccellenza dell’elettronica tra le due societa’”, per cui ritengono “urgente convocare un incontro di approfondimento presso il Ministero per lo Sviluppo Economico (Mise), come gia’ richiesto il 13 novembre scorso”. E’ stata la Softlab, azienda di informatica con uffici a CASERTA, ad annunciare una partnership industriale con il gruppo Seri, che pero’ non ha confermato alcun accordo. Il gruppo Seri e’ gia’ presente nel Casertano, in particolare a Teverola, dove ha assorbito, per la realizzazione di piccole batterie al litio, 75 lavoratori della Whirlpool rimasti fuori dal processo produttivo dell’azienda Usa degli elettrodomestici; e sarebbe pronto inoltre a realizzare un secondo progetto industriale sempre a Teverola, in cui produrre batterie al litio di grosse dimensioni, e per farlo avrebbe in mente di assorbire i circa 120 lavoratori Whirlpool in esubero.

Nascerebbe cosi’ un polo tecnologico di primo livello. In tale piano di sviluppo, peraltro non ancora presentato ufficialmente ai sindacati, il ruolo della Softlab sarebbe quello di fornire alla Seri hardware e software, e a gestire i sistemi dovrebbe essere una buona parte dei lavoratori che Softlab ha preso nei mesi scorsi dalla Jabil (circa 150), e che al momento sono inutilizzati. Annunci che pero’ non hanno trovate conferme; di qui la richiesta di chiarezza dei sindacati, che sottolineano come le dichiarazioni di Softab relative alla presunta alleanza industriale con Seri, siano state “rilasciate in una sede istituzionale ed hanno riscontrato entusiasmo da parte del Vice Presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, che ribadiva che la Regione sta prestando la massima attenzione per la vertenza Jabil e garantiva tutto il sostegno possibile della Regione Campania per la realizzazione del progetto di Softlab e Seri Industrial”.

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