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Calcio Napoli

Sassuolo, De Zerbi: ‘Le assenze non sono alibi, dobbiamo fare una grande partita’

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 “Le tante assenze non devono essere assolutamente un alibi. Da parte nostra ci deve essere la voglia e il coraggio di fare una grande partita contro un Napoli di assoluto valore”.

Il tecnico del Sassuolo ha presentato così la sfida di domani al San Paolo contro il Napoli, gara in cui mancheranno tra gli altri Berardi, Caputo e Djuricic. “E’ una settimana difficile, ma che ci porta a giocare contro una squadra forte, arriviamo anche noi da secondi, è una partita da giocare al meglio delle nostre armi. Abbiamo tanti assenti pesanti, ma non voglio scuse o alibi, non voglio che togliamo niente alla voglia di fare una grande partita e risultato, perché la squadra è molto forte anche senza certi giocatori”, ha aggiunto l’allenatore degli emiliani in conferenza stampa. Sono a disposizione Defrel e Boga. “Vediamo chi far partire dall’inizio, non hanno i 90 minuti né l’uno né l’altro – ha aggiunto – C’è la possibilità che qualche giocatore giochi in posizioni inedite, però abbiamo una fortuna, la società mi ha messo a disposizione una rosa molto forte e molto ampia, non dobbiamo piangerci addosso né parlare di assenze, dobbiamo parlare di come arrivare a domani sera giusti, rispettando il Napoli che è una grande squadra, però partendo per fare il calcio che sappiamo con la voglia di fare risultato”.

 

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Calcio

Maradona,Tacconi e quel gol-show: ‘Onore averlo subito’

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 parola chiave maradona tacconi

La pioggia battente, il campo allagato, 80 mila ombrelli aperti, le immagini rese opache dall’oscurita’ che avvolge lo stadio San Paolo. Il pallone e’ poggiato su un punto leggermente spostato sulla destra all’interno dell’area della Juventus, a una decina di metri dalla porta difesa da Stefano Tacconi. Diego Maradona fa ampi gesti con le braccia, come se la barriera dei bianconeri volesse posizionarla lui e non l’estremo difensore. Il centrocampista Eraldo Pecci, con la maglia numero 8, ha il piede sul pallone e lo tocca appena, poi Diego disegna una parabola che definire velenosa e’ perfino riduttivo. Tacconi tocca la sfera, che carambola beffardamente alle sue spalle. E’ il 3 novembre 1985 e l’ex portiere della Juve, al telefono con l’ANSA, ammette che “quello e’ stato il secondo gol piu’ bello della storia che Diego ha segnato”. “Un gol impossibile – racconta Tacconi – e, se lo avessi parato, probabilmente mi avrebbero dato una medaglia. A parte tutto, e’ un onore aver preso gol da Diego Maradona, non la considero una sconfitta personale come portiere. Quando prendi gol da certi campioni, puoi anche ricordarlo per tutta la vita e puoi raccontarlo ai nipoti. Mica hai preso gol da Cinciripini…”. Tacconi “ancora oggi” si chiede “come possa aver fatto a disegnare quella traiettoria. Era un gol impossibile, per il semplice motivo che la barriera era vicinissima; si trattava di una punizione indiretta, da dentro l’area, io non vedevo il pallone, mi feci guidare dall’istinto, ma lui aveva gia’ previsto dove sarebbe andata a finire quella traiettoria. Un vero colpo di genio”. Tacconi ricorda Maradona in campo come “uno tranquillo, consapevole della propria forza e del fatto che, qualche ‘tacchettata’, l’avrebbe presa. Ultimamente camminava male, probabilmente anche per tutti i calci che aveva preso dai difensori avversari”. Tacconi ricorda, con un episodio, il Maradona fuori dal campo. “Organizzai – dice – un’amichevole di beneficenza, lui venne a spese sue e porto’ l’Argentina campione del mondo in carica. Raccogliemmo 130 milioni di vecchie lire da destinare agli ospedali italiani e argentini che curavano i bambini malati di tumore. Diego era cosi'”. Anche per l’ex portiere della Juve, Maradona “per quello che ci ha fatto vedere, e’ da considerare il piu’ grande, ma non puo’ essere paragonato a Pele’, o a Messi o a Cristiano Ronaldo, che fanno parte di un calcio moderno”. “Diego – conclude Tacconi – puo’ essere considerato eterno. Ripeto: e’ stato un onore aver preso gol da lui, perche’ i suoi erano di qualita’, griffati. E poi, a quei tempi, le sfide fra Napoli e Juve erano davvero particolari, non certo partite come tutte le altre”.

 

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Calcio

Maradona in cella per un concerto della Carrà. Aveva 18 anni

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Maradona Carrà

Maradona in cella per colpa di Raffaella Carrà, il singolare evento che sancì una lunga e sincera amicizia.

“Un essere fantasioso, un artista in ogni aspetto della vita, un amico con il quale succedevano solo cose strane. Gli voglio tanto bene. Se ne è andato troppo presto”, ricorda l’icona dello spettacolo Raffaelle Carrà in una intervista rilasciata a Il Messaggero.

“L’ho conosciuto in Italia quando lo invitavo ai miei programmi – spiega la Carrà – ma la prima volta è venuto lui da me ed è pure finito in prigione. Io cantavo in una grande arena a Buenos Aires. Era il 1979. Lui avrà avuto 18 anni. L’arena era piena, non c’era più posto, ma lui tentò comunque di entrare per ascoltarmi.
Disse ai poliziotti: ‘Non sapete chi sono io’. Lessi questa storia il giorno dopo sul Clarin. Per colpa mia Diego aveva passato una notte in guardina. Dopo questo episodio – continua – l’ho praticamente inseguito.
Una volta ero a Madrid per un’asta e avrei voluto proporre anche una sua maglietta. Ma Diego non volle mandarmela. Quando ormai stavo per partire però me lo ritrovai nella hall dell’hotel. Arrivò e mi disse: ‘Non ti ho voluto mandare la maglietta, te l’ho portata io’. Facemmo pace, cenammo insieme e lo invitai al programma Hola, Raffaella. Lui venne con piacere e portò la famiglia”.

Inevitabile il ricordo della preparazione di Sanremo 2001: “Minà mi disse che Diego era a Sanremo. Mangiammo insieme e lui mi confessò che voleva presentare il Festival con me e cantare una canzone. Io, lucidamente, gli dissi che non era il caso. Era il periodo in cui aveva problemi con l’Agenzia delle entrate. Ti portano via tutto, ti fai del male, gli dissi per il suo bene e penso di averlo salvato da una pessima figura sulla stampa italiana”.

“Da molto non ci sentivamo, a fine ottobre un amico dalla Spagna mi ha chiesto se volevo inviargli un video per il suo compleanno. Di solito non mi piace fare queste cose, ma per lui l’ho fatto. Ho indossato la maglietta dell’Argentina che lui mi aveva regalato e gli ho mandato gli auguri”.

Leggi anche https://www.cronachedellacampania.it/2020/11/maradona-sul-web-foto-diego-morto-il-legale-il-responsabile-paghera/

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