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Attualità

Incendio nel carcere di Prato: 7 agenti intossicati

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Incendio nella notte nel : sette agenti della polizia penitenziaria sono rimasti intossicati. Lo denuncia con una nota il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe).

 

“Si è sfiorata la tragedia, la notte scorsa, nel carcere di Prato”, dice Pasquale Salemme, segretario nazionale per la Toscana. “Intorno all’una – continua Salemme – un detenuto italiano ristretto nella Terza sezione, in evidente stato di ebbrezza, ha dapprima dato fuoco alla zanzariera posta sul blindato della cella e successivamente ha incendiato il materasso del letto. L’agente di servizio sul piano intervenuto tempestivamente ha dato l’allarme e sono arrivati altri colleghi in supporto. Le conseguenze sono state sette agenti in ospedale, tra intossicati e contusi, il più grave con 30 giorni di prognosi”.

“Il Sappe ribadisce ancora una volta che l’attuale situazione in cui versa la casa circondariale è preoccupante e indispensabile appare un intervento dei competenti uffici dipartimentali atto a ristabilire un clima di serenità tra gli operatori scomparso da tempo”, aggiunge Salemme. Donato Capece, segretario generale del sindacato, evidenzia come nel carcere di Prato si siano vissuti ”momenti di grande tensione e pericolo, gestiti con grande coraggio e professionalità dai poliziotti penitenziari, coordinati al meglio dall’ispettore di servizio e dal comandante. Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari in servizio nel carcere.

Quanto accaduto nel carcere di Prato è sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti, ma è evidente che l’amministrazione penitenziaria deve trovare serie e urgenti soluzioni alla grave situazione riferita all’organico del Reparto di Polizia Penitenziaria del carcere di Prato”.

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Attualità

Coronavirus, Bill Gates: ‘Vaccino per tutti o sarà il disastro’

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coronavirus bill gates

“Vaccino per tutti e si evitera’ il disastro”. Esordisce cosi’ Bill Gates, il fondatore di Microsoft, in un’articolo che compare sulla prima pagina del Corriere della Sera.

 

Per Gates, proprio “grazie a questo enorme passo avanti, il mondo avra’ finalmente la possibilita’ di eradicare la minaccia della pandemia e tornare alla vita normale” e, “poiche’ sara’ possibile vaccinarsi contro la malattia, i governi potranno revocare tutte le misure di distanziamento sociale, la gente smettera’ di usare la mascherina e l’economia globale ritrovera’ il suo slancio”.

Pero’ attenzione, avverte Gates: “L’eradicazione della malattia non avverra’ automaticamente” e, per raggiungere questo scopo, “occorre assicurarsi che vi sia l’effettiva capacita’ di produrre miliardi di dosi di vaccino, trovare i finanziamenti per realizzarla e individuare le strategie piu’ idonee per la sua distribuzione”. Poi Gates osserva: “In questo momento, la maggior parte della produzione vaccinale e’ gia’ destinata ai Paesi piu’ ricchi, che hanno siglato accordi con le societa’ farmaceutiche, assicurandosi il diritto all’acquisto di miliardi di dosi non appena saranno prodotte”.

E si chiede: “Ma che ne sara’ dei Paesi a reddito medio-basso?”. Secondo Bill Gates, “si tratta di una schiera di Paesi che vanno dal Sud Sudan al Nicaragua e al Myanmar, i quali, pur ospitando quasi la meta’ della popolazione terrestre, non hanno un potere d’acquisto tale da stipulare accordi vantaggiosi con le societa’ farmaceutiche. Allo stato dei fatti, questi Paesi saranno in grado di immunizzare, nella migliore delle ipotesi, solo il 14 percento della loro popolazione”. Percio’ avverte: “Il vaccino trasforma il Covid-19 in una malattia prevenibile, e nessuno deve morire per una malattia prevenibile semplicemente perche’ il Paese in cui vive non e’ in grado di assicurarsi le forniture vaccinali necessarie.

Ma, a prescindere dai principi morali, lo scenario di un ‘vaccino riservato esclusivamente ai Paesi ricchi’ non e’ meno problematico”, pertanto “una volta assicurata la capacita’ produttiva e reperiti i finanziamenti, occorre rafforzare i servizi sanitari, per garantire personale e infrastrutture in grado di distribuire i vaccini alla popolazione mondiale”, conclude il fondatore di Microsoft.

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Il sottosegretario Zampa: ‘I protocolli Covid sono chiari, la Serie A va sospesa’

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 Il sottosegretario Zampa: “I protocolli Covid sono chiari, la Serie A va sospesa. Quando c’è un numero di positivi così alto”.

 

“I protocolli che abbiamo sottoscritto parlano chiaro: il campionato di Serie A deve essere sospeso”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa su Radio Capital parlando dei 14 positivi del Genoa. “Quando c’è un numero di positivi così alto, non si può che fermare il campionato. I positivi non sono in grado di giocare, e possono contagiare altre persone. Il protocollo è stato sottoscritto anche dalla Federazione calcio. E nessuno al momento sta facendo pressioni su di noi. Il Comitato tecnico scientifico è radicalmente contrario alla presenza dei tifosi sugli spalti. Su questo si è già espresso”, ha concluso Zampa.

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