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Attualità

Ryanair taglia 3.000 posti di lavoro e riduce stipendio di 1/5

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Ryanair taglia 3.000 posti di lavoro e riduce stipendio di 1/5. Ryanair sta pianificando di tagliare 3.000 posti di lavoro e di ridurre le retribuzioni del personale fino a un quinto in risposta alla crisi del Covid-19, che ha messo a dura prova il trasporto aereo globale.

 

La compagnia aerea ha dichiarato che sta tagliando il 15% della sua forza lavoro di 20.000 dipendenti, in quanto non si aspettava che il numero di passeggeri o i prezzi tornassero ai livelli pre-coronavirus prima dell’estate del 2022. Nell’ambito di un programma di drastici tagli dei costi, Ryanair ha dichiarato che potrebbe chiudere un certo numero di basi in tutta Europa fino alla ripresa dei viaggi aerei.

Ryanair sta pianificando di tagliare 3.000 posti di lavoro e di ridurre le retribuzioni del personale fino a un quinto in risposta alla crisi del Covid-19, che ha messo a dura prova il trasporto aereo globale. La compagnia aerea ha dichiarato che sta tagliando il 15% della sua forza lavoro di 20.000 dipendenti, in quanto non si aspettava che il numero di passeggeri o i prezzi tornassero ai livelli pre-coronavirus prima dell’estate del 2022. Nell’ambito di un programma di drastici tagli dei costi, Ryanair ha dichiarato che potrebbe chiudere un certo numero di basi in tutta Europa fino alla ripresa dei viaggi aerei.

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Meteo, da giovedì nuova intensa fase di maltempo

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Meteo, da giovedì nuova intensa fase di maltempo. In arrivo la depressione d’Islanda.

 

Nei prossimi giorni vivremo una breve parentesi caratterizzata da un tempo più stabile, ma si tratterà della classica quiete prima della tempesta. Sul nostro Paese è attesa infatti, già a partire da giovedì 1° ottobre, una nuova intensa fase di maltempo. La depressione d’Islanda (il centro motore delle perturbazioni atlantiche) si prenderà dunque solamente una pausa, durante la quale ne approfitterà l’alta pressione per tornare temporaneamente a proteggere le nostre regioni, garantendo giornate più soleggiate e anche temperature in generale aumento. Il team de iLMeteo.it conferma che questo periodo di stabilità avrà vita piuttosto breve, infatti già da giovedì pomeriggio/sera una nuova perturbazione, pilotata da un vortice ciclonico, comincerà a interessare il Nordovest.

L’intenso fronte perturbato, entrando nel Mediterraneo, attiverà forti venti dai quadranti meridionali che nella giornata di venerdì e poi sabato soffieranno impetuosi, sia di Libeccio, sia di Scirocco, con raffiche fino a 120 km/h. Precipitazioni abbondanti si abbatteranno tra venerdì e sabato su gran parte del Nord, sulle regioni centrali tirreniche e sulla Sardegna. Tornerà la neve sulle Alpi, ma questa volta oltre i 1800 metri di quota. I venti meridionali favoriranno un sensibile aumento delle temperature notturne, che saliranno anche al Nord oltre i 15/17°C rispetto ai 4/7°C di questi giorni. Attenzione poi al Sud, che entro il prossimo weekend potrebbe vivere una tardiva ondata di calore.

NEL DETTAGLIO Oggi: al nord: tempo piuttosto soleggiato. Al centro: poco nuvoloso. Al sud: qualche pioggia sulla Calabria, soleggiato altrove. Domani: al nord: cielo poco nuvoloso. Al centro: bel tempo prevalente. Al sud: in prevalenza soleggiato Giovedì 1 ottobre. Al nord: irregolarmente nuvoloso, in serata peggiora al nordovest. Al centro: cielo poco nuvoloso. Al sud: bel tempo. Da venerdì torneranno le piogge al Nord e sull’alta Toscana.

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Campania

Torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: polemiche tra il garante dei detenuti e il sindacati

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Torture nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: polemiche tra il garante dei detenuti e il sindacati.

 

Botta e risposta a distanza tra il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello e il sindacato Uspp: ad innescare le polemiche e’ stato un video registrato dal sistema di video sorveglianza del carcere di Santa Maria Capua Vetere che, secondo il garante rappresenterebbe la prova “principe” dei pestaggi avvenuti nell’istituto di pena casertano durante il lockdown, dopo una protesta dei detenuti. Un episodio che risale al 6 aprile e che al momento vede iscritti nei registro degli indagati 57 agenti, accusati di abuso di potere e tortura.

 

Presunte vittime e presunti carnefici, secondo il garante, condividerebbero ancora lo stesso tetto, il reparto Nilo. Soprattutto ci sarebbero ora queste immagini che inchioderebbero gli agenti alle loro responsabilita’. Si tratterebbe di video della videosorveglianza interna del carcere, acquisito dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere alcuni mesi fa e sul quale il lavoro investigativo sarebbe finito. “Ora ci sono le immagini che provano le violenze”, dice il garante dei detenuti per la Campania Samuele Ciambriello, tra i primi a denunciare i presunti abusi nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

“Forse gli agenti pensavano che le telecamere non funzionassero o, cosa ancora piu’ grave – osserva Ciambriello – credevano di restare impuniti; ma cosi’ non e’ stato. Nel carcere – prosegue – il clima e’ ancora troppo pesante tra detenuti e agenti della penitenziaria a causa dell’indagine sui pestaggi di aprile, che potrebbe allargarsi ad altri agenti. Solo pochi detenuti sono stati trasferiti, la maggior parte e’ rimasta nello stesso reparto, il Nilo, dove avvennero i pestaggi, insieme agli stessi agenti denunciati. Non capisco – prosegue – perche’ il Dap non intervenga con i trasferimenti di tutti i detenuti o dei poliziotti coinvolti nella vicenda”. Antitetiche invece le parole del segretario regionale dell’Uspp Ciro Auricchio.

“A Santa Maria il clima non e’ teso, contrariamente a quanto ha dichiarato il garante. Il 24 settembre e’ entrato in servizio un nuovo comandante e gli agenti continuano a lavorare rispettando la legalita’”. Riguardo alla presenza dei poliziotti penitenziari indagati nei reparti dove sono avvenute le presunte violenze, Auricchio e il presidente nazionale dell’Uspp Giuseppe Moretti smentiscono: “gli agenti prestano servizio esclusivamente nei settori esterni all’area detentiva. Abbiamo piena fiducia nella magistratura, lasciamo lavorare gli inquirenti su una delicata vicenda strumentalizzata dalla politica. Come sindacato ribadiamo che gli agenti non sono torturatori ma hanno garantito e garantiscono la sicurezza nelle carceri”.

L’indagine sulle presunte violenze nacque dalle segnalazioni dello stesso Ciambriello, di associazioni come Antigone e dalle denunce dei familiari dei detenuti. I presunti pestaggi avvennero il 6 aprile scorso – in pieno lockdown – quando centinaia di agenti, non solo del carcere casertano, ma anche di altre carceri e di reparti speciali come il Gruppo operativo mobile), intervennero a Santa Maria Capua Vetere per perquisire i detenuti del Reparto Nilo, dopo una rivolta scattata a seguito della positivita’ al covid-19 di un recluso. Dell’inchiesta se ne seppe lo scorso giugno, quando i carabinieri notificarono alcuni decreti di perquisizione agli agenti indagati all’esterno del carcere, provocando la reazione dei poliziotti che ritennero le modalita’ di “troppo spettacolari”; al vaglio dei magistrati c’era la posizione di altri agenti, afferma ancora Ciambriello che paventa un allargamento dell’inchiesta non confermato e neppure smentito dagli inquirenti: “Le immagini in possesso della Procura – spiega – potrebbero aver portato all’identificazione di altri responsabili delle violenze”.

 

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