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Coronavirus

Coronavirus, oltre 400mila morti nel mondo

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Coronavirus, oltre 400mila morti nel mondo. Più di 6,9 milioni i contagi: gli Stati Uniti il Paese più colpito.

Sono oltre 400.000 le persone morte nel mondo per il Covid-19, mentre il numero dei contagi ha superato i 6,9 milioni. Stando all’ultimo aggiornamento della Johns Hopkins University, i decessi registrati ad oggi nel mondo sono 400.135, di cui 109.802 negli Stati Uniti, 40.548 nel Regno Unito e 35.930 in Brasile. Sempre gli Stati Uniti sono il Paese con il maggior numero di contagi, pari a 1,9 milioni, seguito dal Brasile, con 672.846 casi e dalla Russia, con 467.073.

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Campania

Coronavirus, positivo il vescovo di Caserta, monsignor D’Alise

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Coronavirus, positivo il vescovo di Caserta, monsignor D’Alise. Le condizioni di salute sono buone. Dopo alcune linee di febbre e’ stato ricoverato.

 

Il Vescovo di Caserta, Giovanni D’Alise e’ risultato positivo al Coronavirus, ed e’ stato ricoverato nell’ospedale del capoluogo. D’Alise ha accusato ieri alcune linee di febbre, cosi’ e’ andato in ospedale dove gli e’ stato praticato il tampone. Le sue condizioni sono comunque buone.
“Un contagio probabilmente frutto della sua attività pastorale. Le sue condizioni sono buone. Tutte le persone che hanno avuto contatti con il nostro Pastore si stanno sottoponendo dalla notte ai tamponi, come da protocollo. Auguriamo a monsignor D’Alise di riprendersi quanto prima” si legge in una nota della Diocesi di Caserta.

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Calcio

Il vice ministro Sileri: “Abbracci ed esultanza in campo andrebbero vietati”

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“Gli abbracci e l’esultanza in campo dovrebbero essere vietati. La distanza deve comunque essere mantenuta.

Se da un positivo nella squadra sono diventati 14 vuol dire che il virus è circolato, che non sono state mantenute le distanze. Se abbiamo un tampone negativo, non dobbiamo pensare di essere invincibili. Continuare a mantenere le distanze è fondamentale”: lo ha detto il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, a “Un Giorno da Pecora” su Rai Radio 1, commentando gli ultimi casi di contagio nella squadra del Genoa.

“Se ci fossero altri casi nel Napoli io, da medico e non da viceministro, direi che la cosa migliore sarebbe fermarsi almeno per 7 giorni. Ci dovremmo comportare come ci comportiamo con i focolai”, ha aggiunto.

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