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Coronavirus

Coronavirus: tra accuse e incertezze la curva epidemica si attenua. Si prevede un picco moderato al Sud

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Credo che finalmente sia sotto gli occhi di tutti noi il fatto che, in tutto il mondo Occidentale, Stati e Governi stanno ripercorrendo la strada percorsa dall’Italia, con gli stessi errori, incertezze, dubbi e cautele. Certamente chi più e chi meno, non tanto per la enormità del problema quanto per la sua “novità”. Tutti sono in frontiera, da Conte a Trump, da Merkel a Johnson, da Macron a Sanchez. Qualcuno di loro lo ha riconosciuto dal primo momento, qualcun’altro no. E ne paga le conseguenze. Da essi però vengono ora apprezzamenti alla Sanità Italiana, alla sua impostazione universalistica a garanzia della salute di tutti i cittadini, dal primo all’ultimo. E Stampa, Tv e anche il Mondo politico italiano ora si spendono in apprezzamenti aulici addirittura sopra le righe. Pronti però poi subito a condannare disorganizzazione, errori o ritardi. E sia chiaro subito che disorganizzazione, errori o ritardi, pure ci sono stati, non pochi, come è da sempre Italico Costume in ogni prova. I giovani non ricordano il grido di allarme e di dolore del Presidente della Repubblica Sandro Pertini in occasione del Sisma del 1980. Meglio per loro in tutti i sensi. Beata gioventù…

Per carità di patria tacciamo sui nomi dei seminatori di Bufale involontarie rilasciate lungo il cammino tormentoso di questi ultimi due mesi dai tanti luminari ed esperti che compaiono in TV. Si cominciò con la perentoria esclusione della ipotesi dell’arrivo in Italia del Corona Virus “cinese”, poi battezzato proprio dai Cinesi Corona Virus Covid-19, per distinguerlo dai suoi fratelli di ceppo. Oggi però gli stessi negano… di aver negato! Quis custodiet ipsos custodes? Lo dicevano i Romani domandandosi chi avrebbe sorvegliato i sorveglianti. Ebbene, noi lo abbiamo trovato. E’ Burioni, che si è dato da solo il ruolo di Custode massimo dei custodi della Medicina Togata. E di fustigatore dei ricercatori eretici. Basta che propongano un contrasto al Virus ,o almeno ai suoi effetti più perniciosi, con vie alternativa al vaccino, sia pure provvisorie. O si proponga qualcosa di diverso dal vaccino come unica soluzione alla tragedia della Pandemia. Che poi ci voglia un anno ancora, più o meno, per avere un vaccino testato… E il Custode massimo bacchetta di qua e di là senza tregua, con una netta predilezione per le iniziative del Governo.

Egli si è schierato contro le sperimentazioni urgenti dell’AIFA su farmaci che, beninteso, non sono come argine al Corona Virus-Covid 19, ma ai effetti più gravi a livello polmonare. L’AIFA ha comunque già iniziato la sperimentazione dell’ormai “protocollo napoletano” del prof Ascierto, a base del farmaco Tolicizumab, che la casa produttrice Roche si è impegnata a dare gratuitamente agli Italiani. Il Custode massimo critica però anche la validazione da parte dell’AIFA di quello che io chiamo il “protocollo italo-francese”, in omaggio al ricercatore italiano Casarino e al virologo marsigliese Raoult.
L’AIFA invece incentiva il ricorso “precoce” alla Clorochina, variamente combinata con antibiotici e/o antivirali, come presidio contro le complicazioni polmonari da Corona Virus Covid-19. E, purtroppo, già si registra la “scomparsa” dal mercato del Plaquenil, farmaco a base di Clorochina. Noi speriamo che non sia il basso costo che abbia ispirato la manovra. Se però escludiamo questa ipotesi, temiamo altresì che la gente possa immaginare di affidarsi al fai da te, senza puntuale controllo medico. La Clorochina ha il principio attivo del glorioso “Chinino di Stato” che qui in Italia si vendeva – come antimalarico – anche nelle Tabaccherie come ricorderanno gli anziani, compreso chi scrive. Attenzione però! La Clorochina è comunque un medicamento con tante controindicazioni. Ma la vera e buona notizia è questa: la Clorochina e un’altra classe di farmaci antivirali come Lopinavir/Ritonavir e il Darunavir sono stati messi disposizione del Servizio Sanitario Nazionale e in deroga alle norme vigenti per iniziativa dell’AIFA. Il fine di questa coraggiosa azione – inusuale nelle paludi della burocrazia italiana – è quello di attivare cure precoci e tempestive delle vie respiratorie prima delle complicazioni a carico della funzionalità polmonare, che costringe alla Terapia Intensiva. Noi eravamo tra quelli che auspicavano questo tipo di azione. Rivolgiamo quindi un caldo plauso all’Agenzia Italiana del farmaco e al Governo, che lo ha consentito.

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Federico L.I. Federico

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