Coronavirus, all’Umberto I mancano mascherine e sapone: l’urlo del dottor Villani

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“All’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore mancano mascherine e sapone medicato”. Lo denuncia il dottor Antonio Villani, ortopedico del presidio ospedaliero, che si reca al lavoro nonostante sia affetto da una neoplasia del midollo osseo. “Sono cinque giorni che non disponiamo di sapone medicato per le mani. Ci è stata fornita una mascherina fp1 che dovrà bastare fino a tempo indeterminato. Altri dispositivi di protezione individuale non sono stati mai forniti”.

La denuncia
Il medico segnala che si reca al lavoro “nonostante una neoplasia mieloproliferativa del midollo osseo” ed aggiunge di di essere stato “gia’ operato per un tumore alla tiroide”. “Sono invalido civile al 74%. Sono disposto a venire a lavorare ma con le dovute protezioni”. Ieri anche i coordinatori infermieristici avevano sollevato il problema, scrivendo al direttore sanitario del Dea Nocera-Pagani, al servizio farmacia, ai direttori ed ai responsabili delle unità operative. In una lettera hanno segnalato che sapone e mascherine “vengono erogati in maniera nulla o esigua, comunque insufficienti per l’espletamento dei processi assistenziali.

In Campania mancano mascherine FFp3 (il governo regionale aveva detto che ne erano disponibili 500mila. Mancano kit per il biocontenimento del personale addetto ai casi sospetti, i kit per i medici di medicina generale e i pediatri.

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Non tutte le guardie mediche hanno ricevuto kit di contenimento e in molti casi il personale dei distretti sanitari, a contatto diretto con i pazienti, non ha quasi da nessuna parte la disponibilità dei Dpi e dei disinfettanti.

Lo hanno ribadito pure i gruppi del centrodestra nel Consiglio regionale della Campania che oggi hanno lanciato delle proposte al governo regionale per gestire l’emergenza coronavirus. Il centrodestra evidenzia ancora un “ritardo nell’allestimento del pre-triage, che ha comportato la chiusura di vari ospedali per la bonifica” e segnala come i dati sui casi di positivita’ al Covid-19 “centralizzati in Regione vengono gestiti senza trasparenza”.
“Nel piano regionale ospedaliero – sostengono i gruppi di centrodestra – sono programmati 545 posti in rianimazione (56 al Cardarelli, 16 al Santobono, 60 all’Azienda Ospedaliera dei Colli, 42 al Ruggi, 26 al Moscati di Avellino, 24 al San Pio di Benevento, 22 al Sant’Anna di Caserta, 14 alla Vanvitelli, 16 alla Federico II, 10 alla Asl di Avellino, 10 alla Asl di Benevento, 37 alla Asl di Caserta, 66 alla Napoli1, 44 alla Napoli3 e 68 alla Asl di Salerno). Quanti effettivamente ne sono attivi? Allo stato sembra molti meno”, hanno concluso.


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