“Organizzeremo una manifestazione insieme con i residenti e con i commercianti del Borgo di Sant’Antonio Abate a Napoli per dimostrare che la stragrande maggioranza delle persone che vivono questo quartiere si dissocia dai comportamenti di un manipolo di baby delinquenti e chiede più sicurezza e legalità. Inviteremo anche i rappresentanti delle forze dell’ordine che, loro malgrado, sono rimasti coinvolti in questa storia che offende l’immagine della nostra citta’. A loro va la mia piena solidarietà e la stima per il lavoro che svolgono quotidianamente sul territorio”. Lo afferma il consigliere campano dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli. “Ribadisco la richiesta di punizioni severe nei confronti dei protagonisti del video della vergogna; occorre verificare se per alcuni di quei ragazzini non sia opportuno allontanarli dalle famiglie nell’interesse della loro crescita, lontani dalla cultura camorrista e violenta” aggiunge l’esponente dei Verdi. “Siamo rimasti male per il video – dicono alcuni commercianti del Borgo, come fa sapere Borrelli – il nostro mercato non e’ solo questo. E’ un video che ci ha fatto tanto male. Non credevamo ai nostri occhi. Siamo contenti di partecipare alla manifestazione ma non vogliamo essere lasciati soli, come troppo spesso accade. Vogliamo vedere in quanti sono disposti a metterci la faccia. Questo è un quartiere difficile che ha bisogno di risposte che puntualmente non arrivano da parte delle istituzioni, adesso basta, vogliamo i fatti”. Vergognoso quanto avvenuto a Napoli ieri sera dove una baby gang ha letteralmente assalito i colleghi intervenuti per un falò abusivo”: lo denuncia Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), commentando l’aggressione agli agenti durante i festeggiamenti di Sant’Antonio Abate. “E’ inammissibile che cotanta delinquenza riesca e si senta legittimata a sovrastare chi in quel momento rappresenta lo Stato ed è lì per far rispettare la legge”, ha aggiunto, “siamo costretti ad intervenire in terre di nessuno senza adeguate tutele, mentre chi potrebbe e dovrebbe fare qualcosa, è più concentrato a cancellare quei decreti che prevedono un minimo di pena per chi si rende responsabile di tali atteggiamenti”. 

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