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Arte e Musei

Reggia di Caserta, apre la cripta sotterranea: come visitare le tombe sannitiche

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Riaprono al pubblico dopo oltre dieci anni le tombe sannitiche della Reggia di Caserta. Nel corso di visite guidate per gruppi di 25 persone sarà possibile ammirare la necropoli venuta alla luce nel 1990 durante i lavori di scavo eseguiti nel secondo cortile del Palazzo.
Per ampliare gli spazi destinati alla fruizione e rendere accessibili e conoscibili importanti testimonianze della memoria del territorio, nonché di diversificare l’offerta culturale del Complesso vanvitelliano, la Direzione della Reggia di Caserta ha disposto sei aperture straordinarie del sito archeologico.
I visitatori, esclusivamente in queste occasioni, potranno accedere al piano interrato della Reggia di Caserta e calarsi, così, in un’atmosfera unica e suggestiva. Lasciati i luminosi ambienti barocchi del Complesso vanvitelliano, ci si addentrerà in un luogo primitivo che conserva sette tombe a cassa di tufo risalenti alla seconda metà del IV secolo a. C., che trovano confronti in ambito capuano e in alcune realtà dell’hinterland napoletano. Sarà possibile osservare anche i resti ossei rinvenuti, in particolare quelli di un teschio e di uno scheletro, e parte del corredo funerario.
L’iniziativa rientra nell’ambito delle attività organizzate dalla Reggia di Caserta per il periodo natalizio. Le visite guidate si terranno il 12, 15, 19, 22, 26 e 29 dicembre dalle 17.00 alle 19.00. Due i turni di visita per ciascuna giornata, uno alle 17.00, l’altro alle 18.00. Prenotazione obbligatoria collegandosi al link tombesannitiche12dicembre2019.eventbrite.it.
La partecipazione alle visite guidate rientra nel costo ordinario del biglietto di ingresso alla Reggia di Caserta. La necropoli è sita nel piano sotterraneo della Reggia di Caserta ed è accessibile percorrendo due rampe di scale. Si consiglia di indossare scarpe comode.
LA NECROPOLI. Il territorio compreso nel distretto di Santa Maria Capua Vetere con i comuni di Casagiove, Caserta, Casolla, S. Clemente e Falciano è stato sin dall’inizio di forte interesse archeologico in quanto ricco di necropoli. Questa rinvenuta sotto la Reggia presenta tombe omogenee tra loro senza molte distinzioni sociali con corredi funerari costituiti soprattutto da ceramiche: olle dipinte, situle, crateri, ecc. e per le sepolture femminili anellini e fibule in bronzo. L’analisi sul cranio rinvenuto ha permesso di ricostruire il volto del defunto e di capire che egli morì intorno ai 39 anni di vita, era probabilmente alto circa 1.62 metri e che presentava difetti nello smalto dei denti dovuto a carenze alimentari.
INFO
Quando: 12, 15, 19, 22, 26 e 29 dicembre dalle 17.00 alle 19.00

 Serena Plaitano

 

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Allarme degrado per i siti storici in Campania. Il Real Sito di Carditello tra degrado, vandalismo e rifiuti

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Allarme degrado per i siti storici in Campania. Il Real Sito di Carditello tra degrado, vandalismo e rifiuti

Sono sempre più preoccupanti le condizioni delle testimonianze e del patrimonio storico del territorio campano.
Il Real Sito di Carditello, conosciuto anche come Reggia di Carditello, un’antica magione dei Borbone situata a San Tammaro, nel casertano, versa in condizioni a dir poco disastrose. Assi schiodate, sporcizia ovunque, muri scrostati ed anneriti, invasione di ruggine e scritte vandaliche che ricoprono ingressi e porte. E’ la denuncia che arriva da alcuni cittadini che si sono rivolti al Consigliere Regionale dei Verdi-Europa Francesco Emilio Borrelli per segnalare una situazione vergognosa.
“Oggi io e mio marito abbiamo deciso di fare una piccola gita visitando le bellezze della nostra terra, abbiamo deciso di recarci alla Reggia di Carditello ma quello che ci è apparso sotto gli occhi è qualcosa di sconcertante. Ma come si può ” violentare” un posto meraviglioso come questo?” – è il racconto di una coppia marito e moglie che domenica 13 settembre hanno deciso di visitare il Real Sito di Carditello.
“È davvero triste che il nostro patrimonio storico e culturale non venga tutelato ma lasciato al degrado, questo non è certo il primo caso che denunciamo. Bisogna però dire che la situazione della Reggia di Carditello negli ultimi anni è migliorata. Fino ad un paio di anni fa la situazione era a dir poco disastrosa, da quando il sito è sotto la gestione della Fondazione Real Sito di Carditello tanti interventi son stati effettuati ed il degrado è stato in parte cancellato, anche se le cose da fare sono ancora tante. Bisogna proseguire in questa direzione e lavorare ancora più duramente per ridare dignità e decoro ad un nostro patrimonio storico, la cui rinascita può simboleggiare il riscatto di un territorio fin troppo martoriato.”- hanno commentato il Consigliere Borrelli e la coportavoce di Europa Verde nel casertano Rita Martone.

 

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Si concluderanno entro la settimana le indagini archeologiche in corso nell’area del Foro di Pompei e al Capitolium (Tempio di Giove).

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Si concluderanno entro la settimana le indagini archeologiche in corso nell’area del Foro di Pompei e al Capitolium (Tempio di Giove).

La campagna di scavo avviata il 31 agosto 2020, fa seguito alle ricerche già condotte nell’estate del 2017 dall’Università Sapienza di Roma, che aveva intrapreso un progetto di studio centrato sull’analisi del monumento, inserito all’interno dell’impianto urbano. La prematura scomparsa del Professor Enzo Lippolis, che ne aveva diretto l’intervento, non ha consentito il progredire delle ricerche.
Al fine di riprendere lo studio di questo settore centrale della città è stata stipulata una convenzione tra il Parco Archeologico di Pompei e l’Università di Catania.
Le attusali indagini, dirette dal prof. Massimo Osanna e dal prof. Luigi Caliò, sono volte a individuare le fasi pre-imperiali dell’edificio di culto e della piazza forense, e allo scopo si sono avvalse di un’equipe eterogenea, costituita da più figure professionali, tra i quali archeologi, architetti e geofisici.
Tra le prime operazioni condotte, sono state effettuate analisi geofisiche su tutta l’area della piazza, a cura della dott.ssa Marilena Cozzolino dell’Università degli Studi del Molise, che hanno consentito di ottenere nuovi dati sul sottosuolo, in modo non invasivo, e di mappare le strutture che si celano al di sotto del lastricato.
Per quanto riguarda il visibile, tramite l’ausilio del Politecnico di Bari, è stato avviato lo studio architettonico delle strutture che adornano la piazza e delle stratificazioni murarie che raccontano la storia di questa area centrale della città, delineandone gli sviluppi e le trasformazioni monumentali avvenute nel corso del tempo. In parallelo è iniziato lo scavo stratigrafico nell’area posta di fronte al Capitolium, con l’obiettivo di individuare le stratigrafie antecedenti la sistemazione del Foro di età proto-imperiale, tramite l’analisi delle strutture sepolte e della cultura materiale.

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