Da ieri il manager russo Aleksandr Korshunov è agli arresti domiciliari, a Napoli. La Corte di Appello si era pronunciata in favore già qualche settimana fa ma non era disponibile un braccialetto elettronico. Qualche settimana fa la moglie di Korshunov si è recata da Mosca al capoluogo partenopeo per stipulare un contratto di affitto. All’imprenditore russo Aleksander Korshunov, il dirigente di United Aircraft Corporation arrestato in Italia a fine agosto su mandato statunitense, è stata concessa l’estrazione negli Stati Uniti. E’ quanto riferito dall’avvocato di Korshuhov, Gian Domenico Caiazza, all’agenzia di stampa “Sputnik”. “Il tribunale ha deciso di estradarlo. La difesa ha 15 giorni per appellarsi a questa decisione”, ha detto Caiazza. Korshunov è stato arrestato il 30 agosto all’aeroporto di Napoli sulla base di un mandato di arresto internazionale emesso da un tribunale dell’Ohio, negli Stati Uniti. L’arresto è avvenuto mentre stava attraversando i controlli alla frontiera. Korshunov si è recato a Napoli con la moglie con l’intenzione di trascorrere le vacanze in Italia. Secondo l’Fbi, il dirigente della società russa sarebbe presumibilmente entrato in possesso di informazioni riservate relative al motore aeronautico al cui sviluppo prende parte Avio Aero, divisione italiana di General Electric Aviation System. Solo di recente i legali del cittadino russo sono riusciti a ottenere la liberazione dalla custodia cautelare e gli arresti domiciliari.
Il piccolo Tommaso, ricoverato in Terapia intensiva all’Ospedale Monaldi dal 23 dicembre dopo un trapianto cardiaco risultato compromesso da un danno all’organo in fase di espianto, versa in condizioni giudicate incompatibili con un nuovo intervento. Secondo i medici dell’Ospedale Bambino Gesù, il bambino presenta «controindicazioni contingenti maggiori», tra cui «emorragia cerebrale e infezione attiva associata…
È stato disposto lo scorso 13 febbraio il sequestro dello stabile che ospita il Parking Vittoria, al Rione Sirignano, a Napoli. Il provvedimento arriva dopo le denunce presentate dal deputato Francesco Emilio Borrelli, che nelle scorse settimane aveva documentato la situazione con alcune dirette effettuate sul posto, a seguito delle segnalazioni dei residenti. Le immagini…
Il potere criminale, a Napoli e provincia, non si ferma davanti alle sbarre. Viaggia attraverso smartphone illegali, si nutre di "imbasciate" portate da compagni di cella fidati e si consolida attraverso alleanze trasversali tra clan distanti geograficamente, ma uniti dalla comune vita detentiva. L’ultima inchiesta della DDA di Napoli sul cartello degli Aloia-Covone-Luongo scoperchia un…
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti